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 2003  ottobre 17 Venerdì calendario

Pedrosa Daniel

• Sabadell (Spagna) 29 settembre 1985. Motociclista. Corre in MotoGp con la Honda. Nel 2003 vinse il titolo mondiale della 125, nel 2004 e nel 2005 quello della 250 • «I 46 chili di Daniel Pedrosa valgono oro. [...] A 19 anni e 18 giorni è il più giovane iridato 250 e prima di lui nessuno, alla sua età, aveva già centrato 2 titoli. [...] Il ragazzo che in pista gioca a fare il duro ha un carattere mite e sulla maglietta della festa è stilizzato un samurai con un ciuccio in bocca. L’animo guerriero e l’indole del ragazzino. [...] Fenomeno del motociclismo spagnolo, nel ”98 ha capito che avrebbe potuto fare il pilota professionista finendo tra i 25 selezionati per disputare un trofeo monomarca con le Honda 125. Un progetto lanciato dallo sponsor Telefonica, al quale risposero 6.000 ragazzini.La passione di Dani per il motociclismo nasce però dai videogame che, già quando era bambino, gli avevano fatto scoprire, curva dopo curva, tutti i circuiti del Motomondiale: ”Il mio idolo era Doohan. Poi sono diventato tifoso di Rossi”. Così, quando aveva 10 anni, Pedrosa volle provarci e nel campionato spagnolo minibike terminò secondo. ”Partivamo il venerdì con mio padre in macchina e lui, la settimana dopo, doveva lavorare anche il sabato e la domenica per recuperare. La mamma all’inizio era contraria, poi ha capito che era la mia vita”» (g. spe., ”La Gazzetta dello Sport” 18/10/2004). «Nel 1998 lo sponsor Telefonica lanciò un progetto per scovare giovani talenti e, appunto, in 6.000 risposero. La prima selezione scremò a 400, poi a 125, infine a 25 per disputare un trofeo monomarca con le Hondine 125. Pedrosa non avrebbe dovuto esserci, perché non aveva superato la selezione in pista. ”Normale prima non avevo mai guidato una moto con il cambio e nemmeno ero mai andato su una pista vera. Correvo con le minimoto, ma non era la stessa cosa”. Invece Alberto Puig, l’ex pilota che lo segue come un’ombra (nel bene e nel male: certo nervosismo non gli ha fatto bene) lo volle ugualmente in pista. E che avesse ragione si è visto subito. Un cammino in ogni caso lungo, come tanti altri campioni che hanno saputo trovare il giusto sfogo al loro talento. Il padre, artigiano, lo ha contagiato con la passione della moto, anche se non ha mai corso. ”Aveva la moto da cross, poi quella da strada. Io non lo ricordo, ma ho tante foto in sella. stato lui a regalarmi la minimoto quando avevo 4-5 anni, ma la utilizzavo soltanto per divertirmi. Poi a 7 la prima gara. Con pochi mezzi, perché la mia famiglia era normale. Partivamo il venerdì con mio padre in macchina e lui, la settimana dopo doveva lavorare anche sabato e domenica per recuperare. La mamma all’inizio era contraria, poi ha capito che era la mia vita. Adesso c’è anche mio fratello più piccolo, Eric, 13 anni, che corre con gli scooter. Ma lui è concentrato meno di me sulle corse: pensa di più alle ragazze”. Però il seme era gettato. ”Con mio padre guardavo i gran premi in televisione. Il mio idolo era Mick Doohan. La 125? Nemmeno la guardavo. Soltanto la 500. Adesso, spero che con me qualcuno si sia appassioni anche alla nostra cilindrata”. Poi le gare, subito da protagonista. ”Alla terza, a Valencia sono riuscito a salire sul podio. Ho anche preso un bel premio in denaro: 1000 euro. Erano i primi soldi che guadagnavo con le moto. Mi sono comprato la bicicletta da strada. Mi piace molto il ciclismo, il Tour e la Vuelta anche da guardare, ma soprattutto da praticare”. In moto va più forte. Quasi ovunque. ”Ho problemi sul bagnato. Lì devo migliorare. Perché succeda non lo so, altrimenti avrei trovato già la soluzione”. Un piccolo difetto ad un ragazzino si può concedere» (Filippo Falsaperla, ”La Gazzetta dello Sport” 17/10/2003).