Giuseppe Marcenaro, "ttl" 11/10/2003, pagina 6., 11 ottobre 2003
Secondo l’anonimo autore de "La physiologie du fumeur", pubblicato a Bruxelles nel 1840, durante la Restaurazione nacque una strana e inspiegabile ostilità per il tabacco, considerato vizio impunito dei rivoluzionari e dei nemici dello Stato
Secondo l’anonimo autore de "La physiologie du fumeur", pubblicato a Bruxelles nel 1840, durante la Restaurazione nacque una strana e inspiegabile ostilità per il tabacco, considerato vizio impunito dei rivoluzionari e dei nemici dello Stato. La sua difesa del fumatore («persona amante della libertà») parte dall’elogio di Diderot e d’Alembert nell’"Encyclopédie", ricorda un Charles Baudelaire che ebbe la sfrontatezza di farsi ritrarre con un sigaro tra le dita e finisce con l’esaltazione dei benefici effetti di una fumatina liberatoria («Quando si è infelici si deve fumare, perché il fumo provoca gioia»).