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 2003  ottobre 16 Giovedì calendario

Vincino (Vincenzo Gallo): ”A sedici anni sono stato rimorchiato in discoteca da una giovane danese

Vincino (Vincenzo Gallo): ”A sedici anni sono stato rimorchiato in discoteca da una giovane danese. Abbiamo ballato tutta la notte, poi lei mi ha portato a casa sua. In un misto tra inglese e francese m’ha detto che il fidanzato era partito lasciandola sola, che era un idiota, insomma m’ha fatto capire che voleva far sesso. Io, pur disinibito dalle birre bevute, sono rimasto immobile. Non sapevo da dove cominciare. Meno male che la fanciulla era bravissima, ha fatto tutto lei e con grande perizia. Di quella serata conservo un bel ricordo”. Pippo Baudo: ”Al liceo mi trovai in casa di una compagna di scuola di 16 anni. Eravamo abbracciati al buio, in corridoio. Mi feci avanti per baciarla, lei si spostò all’improvviso, io andai a sbattere di faccia contro il muro, accendendo la luce. Me ne tornai a casa rosso di vergogna. Il primo rapporto sessuale, qualche mese più tardi, fu in una casa chiusa, come si usava allora. Chiusi gli occhi e mi affidai a lei come a un dottore. Avevo 18 anni, era il 1954, quell’anno nasceva la tv”. Mario Monicelli: ”La prima volta fu con una signorina del bordello ”Casa delle rose”. Truccai la carta d’identità (avevo diciassette anni), pagai cinque lire e mi ritrovai con una brunetta dai modi sbrigativi. Per rompere il ghiaccio le chiesi di parlare un po’, lei mi rispose in romanesco: ”Parlà? E de che? Famo presto, c’ho da lavorà”. Fu un’esperienza squallida, dell’atto sessuale non ricordo quasi nulla”. Piero Chiambretti: ”Feci l’amore per la prima volta con una Susanna di tre anni più vecchia. Lei aveva delle enormi tette. Non riuscivo a contenerle nelle mani perché ce l’avevo troppo piccole. Subito dopo mise su "Everybody’s Talkin’", "Un uomo da marciapiede". E sono diventato triste...". Paolo Villaggio: – A 11 anni mi limitavo a chiedere alla cuginetta di 14 di poterle leccare il collo dall’orecchio fin sotto le labbra (lei mi diceva: ’basta’, io la imploravo: ’ancora’). Cinque anni più tardi andai a casa di una compagna di classe per studiare a memoria i versi di Omero sulla morte di Achille: ”Cadde il ferito sulla sabbia... La baciai per tutto il pomeriggio, senza mai staccarmi da lei”. Il mio primo amplesso fu a 17 anni, nella casa di tolleranza del quartiere Portoria a Genova. Lei si chiamava ”la Vicentina”, era vestita come una ballerina turca e profumava tutta. Quella sera ero in compagnia di mio fratello gemello e di Paolo Fresco. Tornai nel bordello qualche giorno dopo, la ”Vicentina” non c’era. Me ne andai”. Anselma Dall’Olio: ”A 18 anni conobbi il direttore di doppiaggio Mario Maldesi, allora trentacinquenne. Rimasi folgorata: era bellissimo, assomigliava a Mastroianni ma più aitante, più virile. Lui, giudicandomi troppo ragazzina, aspettò un anno intero. Poi mi portò a casa sua e lì, per la prima volta, facemmo l’amore. Sono stata fortunata: molte compagne di scuola mi raccontavano di esperienze deludenti. La mia, invece, fu un’ottima iniziazione: Mario era forte, dolce, generoso. La storia andò avanti per quattro anni, adesso siamo ancora molto amici”. Alda Merini: ”La prima volta è stata uno schifo. Avevo 16 anni, ero una bella ragazza un po’ capricciosa, lui era Giorgio Manganelli, aveva 27 anni, a me sembrava così vecchio. Ero innamorata di lui, lo sono stata per tutta la vita, era il mio pigmalione, il mio maestro e io ero per lui la sua scoperta. Ci trovammo una sera nel parco di Villa Turro, un manicomio di Milano, e lì mi abbandonai alla sessualità. La scoperta dell’amore venne dopo. Quando raggiunsi con Giorgio spazi dove nessuno poteva raggiungerci”. Maria Mercader (a proposito della prima volta con Vittorio De Sica che fu per lei anche la prima volta in assoluto): "Veramente non fu evento memorabile. L’atto sessuale mi deluse. Mi chiesi se era tutto lì. Ma era vero che per quel modo di compenetarsi, a mio avviso neanche tanto igienico, gli amanti spasimavano nei romanzi per centinaia di pagine e le mie amiche si dannavano l’anima?". Tosca D’Aquino: ”La prima volta è stata con il mio fidanzato napoletano, Diego. L’ho conosciuto a 16 anni, è stato il classico colpo di fulmine. Ma abbiamo fatto l’amore solo due anni più tardi, durante un weekend a Positano: ero una ragazza all’antica, non è stato facile convincermi. E’ stata una delle esperienze più belle della mia vita. L’avevo fatto sospirare un po’, ma è stato dolcissimo. Siamo rimasti insieme un anno intero, poi mi sono trasferita a Roma per entrare in Accademia. Lui era disperato, non voleva perdermi. Da allora l’ho rivisto soltanto una volta, qualche anno fa, dopo un mio spettacolo in teatro. Mi ha detto che finalmente capiva la scelta di dedicarmi alla carriera. E’ stata una grande soddisfazione”. Lidia Ravera. ”La mia prima volta? A 16 anni, con un diciassettenne di nome Nino, durante una gita scolastica a Parigi. Con la complicità degli amici, riuscimmo a incontranci in una stanza dove finalmente persi la verginità: all’epoca, era il ’68, bisognava liberarsi in fretta dell’odioso fardello. E io mi sono sbrigata. Ho un ricordo tenero ma di grande goffaggine, da parte di entrambi. Nessuno dei due sapeva dove mettere le mani. Insomma, non ho certo sentito suonare le campane”.