14 ottobre 2003
"A differenza di ciò che crediamo, viviamo in un mondo che è tutto fuorché globale. Il fanatico Medioevo lo era molto di più; al tempo delle terribili Crociate le religioni monoteiste comunicavano tra di loro e si influenzavano a vicenda
"A differenza di ciò che crediamo, viviamo in un mondo che è tutto fuorché globale. Il fanatico Medioevo lo era molto di più; al tempo delle terribili Crociate le religioni monoteiste comunicavano tra di loro e si influenzavano a vicenda. Quando è accaduto l’attentato dell’11 settembre, noi occidentali non sapevamo e continuiamo a non sapere niente della storia e della religione islamica, così come l’Islam non sa nulla di noi. Questa ignoranza non è solo un segno di idiozia, comporta delle conseguenze politiche. Gli americani, e gli europei con loro, hanno creduto che gli emiri dell’Arabia Saudita che erano di tendenza wahabita fossero dei rigidi conservatori, devoti alla tradizione islamica, mentre erano soltanto degli iconoclasti che non più di ottant’anni fa volevano distruggere la tomba di Maometto dopo aver raso al suolo quelle dei suoi compagni e delle sue mogli, figure immensamente care alla sensibilità islamica. Non capire chi fossero i Wahabiti è stato un errore politico enorme, ed oggi sappiamo che tutto nasce di lì: Osama bin Laden, i complici sauditi, l’11 settembre 2001, gli atti terroristici che sono seguiti e seguiranno" .