(Khaled Fouad Allam, ཿla Repubblica 9/10/2003 pagina 47), 9 ottobre 2003
"Nel mondo musulmano l’intellettuale non è obbligatoriamente un intellettuale organico, perché il fenomeno della dissidenza, della contestazione (dell’ordine stabilito, del controllo sui testi sacri, dell’autorità del clero) è una costante nella storia dell’islam, soprattutto nel mondo sunnita
"Nel mondo musulmano l’intellettuale non è obbligatoriamente un intellettuale organico, perché il fenomeno della dissidenza, della contestazione (dell’ordine stabilito, del controllo sui testi sacri, dell’autorità del clero) è una costante nella storia dell’islam, soprattutto nel mondo sunnita. Quella della dissidenza (zandaqa) nell’islam è una storia tragica, fatta di processi, di condanne a morte, di autodafé. Ogni volta che l’islam ha espresso pulsioni di libertà o tentativi di riforma, si è verificata una reazione conservatrice da parte dei poteri istituiti o della società". E oggi "continuiamo ad assistere al tentativo di confiscare lo spirito di riforma e di apertura nell’islam, ad opera di vari movimenti integralisti e regimi politici. Ma oggi tutto ciò si configura entro un quadro drasticamente diverso da quello dei decenni scorsi, perché l’ordine geopolitico mondiale è sconvolto dal terrorismo e dall’angoscia securitaria".