Eugenio Capodacqua, ཿla Repubblica 14/10/2003; Gianfranco Josti, ཿCorriere della Sera 14/10/2003;, 14 ottobre 2003
Lo spagnolo Igor Astarloa, che domenica ha vinto il mondiale di ciclismo, ha raccontato ai giornali del suo Paese che durante la corsa l’amico Bettini (sono andati insieme in vacanza ai Caraibi) gli aveva offerto soldi per farlo vincere
Lo spagnolo Igor Astarloa, che domenica ha vinto il mondiale di ciclismo, ha raccontato ai giornali del suo Paese che durante la corsa l’amico Bettini (sono andati insieme in vacanza ai Caraibi) gli aveva offerto soldi per farlo vincere. L’azzurro ha annunciato la querela, il tecnico Ballerini ha commentato che "questo spagnolo è forte con le gambe, molto meno con la testa", ma nel gruppo tutti sanno che queste cose sono sempre successe. Felice Gimondi: "Era il 1970, a Leicester. Ero in fuga con Jean Pierre Monseré, mio futuro compagno. Così proposi al belga un accordo. Per tutta risposta, partì in contropiede". A fine corsa Monseré rivelò l´episodio, l’azzurro negò e non lo fece ingaggiare dalla sua squadra, ma quando, un anno dopo, quello morì durante una gara, si pentì: "Per una questione di coscienza ammisi che aveva detto la verità. A caldo avevo smentito, ma dopo quella tragedia volli che si sapesse come era andata". Comunque, conclude il campione del mondo 1973, "nessun corridore ha mai venduto, vende e venderà per soldi una corsa se sa di poterla vincere". Un direttore sportivo ha raccontato che durante un Tour recente un suo corridore, arrivato in volata con un avversario di nome, ma decisamente inferiore allo sprint, si vendette il successo: "Non gli avevo chiesto nulla. Corse da me trafelato a dirmi che non si era venduto. Allora capii che davvero l´aveva fatto. Stupido, perché quei soldi glieli avrei dati anche io se avesse vinto".