Maurizio Crosetti, ཿla Repubblica 14/10/2003;, 14 ottobre 2003
Paolo Pulici, grande attaccante del Toro che nel paesino di Trezzo sull´Adda ha scoperto (gratis, anche se lui non lo dice) una vocazione di insegnante
Paolo Pulici, grande attaccante del Toro che nel paesino di Trezzo sull´Adda ha scoperto (gratis, anche se lui non lo dice) una vocazione di insegnante. "La scuola della nostra società, la Tritium, è aperta ai bimbi dai 5 ai 9 anni. Si va in campo il lunedì e il venerdì dalle 17 alle 18,30 con qualsiasi tempo, e alla fine dell´allenamento si deve fare la doccia. Al campo, non a casa: è una regola importante. Io voglio che i bambini imparino come far meno fatica a divertirsi. Provo a spiegare che correre soltanto non è bello, invece è bello tenere vicino il pallone e far correre gli altri. Il benedetto pallone conta molto più della vittoria. Quando chiedo ai ragazzini com´è andata la partita, non mi dicono mai il risultato, non subito. Dicono: abbiamo giocato bene. Oppure, abbiamo provato a fare quello che ci hai detto tu, ma gli altri erano più bravi, così abbiamo perso". Quando mi chiedono se possono comprare le scarpe con i tacchetti d´alluminio, spiego che possono far male agli avversari e che il piede a quell´età non è ancora formato e non deve fare troppi sforzi: perché l´alluminio si pianta bene per terra, d´accordo, ma poi si fatica a tirarlo via. Alle mamme e ai papà ripeto: cerchiamo di voler bene a questi bambini, il resto verrà. Con i miei cinquantotto allievi parlo tanto, loro mi chiamano zio, maestro, papà, nonno, mi chiamano persino maestra e ne sono orgoglioso. Si confidano, mi raccontano i loro piccoli segreti. Poi magari vedono un vecchio filmato a Sfide e mi dicono, "ma allora eri bravo davvero". Una volta ho chiesto: vi piace tanto quel campione? Il nome, lo capite, non posso rivelarlo. I bambini mi risposero: è grande, è bravissimo, un giorno vorremmo essere come lui. Ma quasi tutti aggiunsero: come papà, invece, non lo vogliamo".