Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  agosto 29 Venerdì calendario

Geoff Schoenbaum, della scuola di medicina dell’Università di Baltimora, insieme ai colleghi della Johns Opkins University avrebbe trovato una ragione organica all’indecisione

Geoff Schoenbaum, della scuola di medicina dell’Università di Baltimora, insieme ai colleghi della Johns Opkins University avrebbe trovato una ragione organica all’indecisione. Studiando il cervello dei topi e mettendolo a confronto con quello umano in certe condizioni, i ricercatori hanno scoperto che se siamo indecisi "davanti a piccoli e grandi scelte" non è colpa di cattiva educazione o precedenti esperienze ma di un’anomala comunicazione tra due aeree del cervello: la corteccia prefrontale e l’amigdala. Quando le connessioni tra le due zone sono danneggiate, i topi, addestrati a riconoscere una bibita amara da una dolce, precipitano nell’indecisione e dopo una lunga attesa ne bevono una a caso. Lo stesso comportamento è stato notato in pazienti vittime di danni simili.