Giovanni Caprara, ཿCorriere della Sera 29/8/2003 pagina 15, 29 agosto 2003
Geoff Schoenbaum, della scuola di medicina dell’Università di Baltimora, insieme ai colleghi della Johns Opkins University avrebbe trovato una ragione organica all’indecisione
Geoff Schoenbaum, della scuola di medicina dell’Università di Baltimora, insieme ai colleghi della Johns Opkins University avrebbe trovato una ragione organica all’indecisione. Studiando il cervello dei topi e mettendolo a confronto con quello umano in certe condizioni, i ricercatori hanno scoperto che se siamo indecisi "davanti a piccoli e grandi scelte" non è colpa di cattiva educazione o precedenti esperienze ma di un’anomala comunicazione tra due aeree del cervello: la corteccia prefrontale e l’amigdala. Quando le connessioni tra le due zone sono danneggiate, i topi, addestrati a riconoscere una bibita amara da una dolce, precipitano nell’indecisione e dopo una lunga attesa ne bevono una a caso. Lo stesso comportamento è stato notato in pazienti vittime di danni simili.