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 2003  ottobre 13 Lunedì calendario

Fonseca Daniel

• Nato a Montevideo (Uruguay) il 13 settembre 1969. Ex calciatore. Ha giocato con Cagliari, Napoli, Roma, Juventus (campione d’Italia nel 1998). « come Gastone, il cugino di Paperino. Un uomo fortunato che ha nel numero 13 il simbolo della sorte favorevole. Tanto per cominciare, Daniel Fonseca è nato il 13 settembre del 1969. Segno della Vergine, consapevole razionalità. Poi, tanto per continuare, ha segnato il suo ultimo gol nella Juventus il 13 marzo ’99 (Juventus-Udinese, 2-1). Quattro squadre italianenel suopassato: dal Cagliari che lo accolse giovanissimo (21 anni) nel nostro campionato al Napoli dove visse due stagioni da urlo (58 presenze e 31 gol, Coppe escluse); dalla Roma che prima lo coccolò e poi lo rovinò (dal ’94 al ’97) alla Juventus che tentò un recupero romantico ma, alla prova dei fatti, impossibile: quattro stagioni in bianconero costellate da poche apparizioni e da tanti infortuni, da pochi gol e da tante amarezze. Il ”sinistro migliore del mondo”, come si definiva con una buona dose di autoironia e nello stesso tempo di convinzione, ha smesso col calcio giocato a inizio febbraio 2003. Un’idea di Como, un tentativo con la squadra che lo formò e lanciò, il Nacional di Montevideo. Niente di serio, se così si puòdire. Ormai Daniel, il – coniglietto” uruguagio per via dei suoi aeroportuali incisivi, aveva la testa altrove. C’è poco da fare, quando ”dentro” non si accende più la fiammella, è inutile continuare. E che fa un ex giocatore a neppure 34 anni? Daniel si è consultato con Paco Casal, lo storico procuratoredi tutti gli uruguaiani (e non solo) d’Italia. ”Vieni a lavorare con me”, gli ha proposto Paco. E così Daniel ha saltato la barricata. Con il suo fare da ballerino di tango, sempre elegantissimo e stiloso, Fonseca si è messo dalla parte degli ex colleghi. E l’incarico che Paco gli ha dato per primo non poteva essere più prestigioso: occuparsi delle sorti di David Trezeguet. Mezzo paesano, visto che è nato in Argentina, al di là del Rio della Plata. Dopo l’esperienza con Antonio Caliendo, David ha mollato tutto in mano al padre, il grintoso Jorge. Ma Jorge Trezeguet non può rappresentare ufficialmente il figlio. Ecco Daniel, allora. Il quale, invece, lo può fare a tutti gli effetti» (Paolo Forcolin, ”La Gazzetta dello Sport” 12/10/2003).