13 ottobre 2003
Tags : Igor. Astarloa
Astarloa Igor
• Nato a Ermua (Spagna) il 29 marzo 1976. Ciclista. Campione del mondo 2003. «Lo spagnolo d’Italia o l’italiano di Spagna. Fate voi. Igor Astarloa è di Ermua, Paesi Baschi, ma ha costruito tutta la sua carriera in Italia. Per diventare professionista è dovuto emigrare dalla Spagna e venire da noi. Nel Bresciano, grazie a Bombini e a Bruno Leali: a Vobarno, a pochi chilometri dalle rive del lago di Garda, nella piccola Unidelta Maffezzoni. La sua storia è iniziata così. Non vinceva, ma si piazzava, Astarloa. Fu sufficiente per mettersi in evidenza ed essere segnalato a Giuseppe Martinelli. Contratto con la Mercatone Uno, al servizio di Pantani, e negli ultimi due anni con la Saeco, compagno di squadra di Simoni e Di Luca. Per capire quanto lui voglia bene all’Italia: ”Se non fosse stato per voi non sarei riuscito a passare professionista. In Spagna ci sono poche squadre e tanti corridori. Non c’è spazio”. [...] L’Italia gli ha insegnato a battersi da italiano e ad emergere soprattutto nelle corse in linea. uno spagnolo atipico, dunque. Non è unoscalatore e non ama le corse a tappe. Dice: ”Giro, Tour e Vuelta non sono il mio forte. Io mi sento sicuro nelle classiche”. Per capire, basta guardare il palmares 2003, con il successo alla Freccia Vallone. Ma ora nel suo curriculum c’è anche il Mondiale. Igor ha piazzato la botta vincente che nessuno aveva pronosticato. Cerca di spiegare come ha fatto, riuscendo a rimediare persino a una caduta quando mancavano solo due giri al traguardo: ”Ad un certo punto ho parlato con Freire. M’ha detto chestava bene, però avrebbe atteso la volata del gruppo. Si era raccomandato di marcare Bettini e gli altri. Quand’è partita la fuga buona ci sono andato anch’io. Sapevo che era difficile. E di non avere molte chanc perché non sono tanto veloce. Così quando alle spalle ho visto comparire il gruppo, ho deciso di provare da solo”. Si ferma un attimo, poi riprende: ”Quando ho capito che ce l’avrei fatta? Quando ho visto che Bettini ha indugiato sul mio attacco. Allora ho spinto a tutta”. A una tivù spagnola ha poi rivelato: ”Bettini mi ha offerto soldi, manonpotevo accettare. Stavo troppo bene”. Doveva essere il duello fra Italia e Spagna. Lo è stato. Le due squadre si temevano a vicenda. Ora restano pochi dubbi su chi abbia vinto la sfida. Lo stesso Astarloa non può che sorriderci su: ”Quand’ho saputo che Valverde era arrivato secondo, nonpotevo crederci. Un Mondiale perfetto. Meglio di così non poteva finire”» (Massimo Lopes Pegna, ”La Gazzetta dello Sport” 13/10/2003).