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 2003  ottobre 11 Sabato calendario

Ci sono voluti cinque secoli perché si convincesse a tornare. Perseguitata dagli esseri umani perché si ciba di pesce, privata del suo habitat (le foreste sostituite da distese agricole), la cicogna nera in Italia era ridotta allo stremo già in epoca rinascimentale

Ci sono voluti cinque secoli perché si convincesse a tornare. Perseguitata dagli esseri umani perché si ciba di pesce, privata del suo habitat (le foreste sostituite da distese agricole), la cicogna nera in Italia era ridotta allo stremo già in epoca rinascimentale. «Alla fine dell’Ottocento poi smise di nidificare in tutta l’Europa occidentale», dice Lucio Bordignon, «anche per colpa dei collezionisti di animali imbalsamati. Resisteva solo in alcune aree dell’Europa nord-orientale: Polonia, Slovacchia, Bielorussia e Lituania. Poi, da queste roccaforti, il lento ritorno: nel 1931 in Austria, nel 1951 in Germania, nel 1977 in Francia, nel 1985 in Lussemburgo, nel 1988 in Belgio e finalmente nel 1994 in Italia». La prima coppia l’ha individuata Bordignon in Piemonte. Da allora altre hanno nidificato in Calabria nel 1997, in Basilicata nel 2000 e lo scorso anno nel Lazio. Cosa l’ha fatta tornare?«Un ambiente meno ostile» spiega Bordignon. «Negli anni ’80, infatti, è stato introdotto il divieto di aggiungere altri esemplari alle collezioni. Ma, soprattutto, a invogliarla è stata una nuova espansione dei boschi». E il futuro? «Incerto: in Italia il numero è fermo a sole 4-5 coppie dal 1997 a oggi» Isabella Vergara