Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 11 ottobre 2003
Ha la grazia di una farfalla e il profilo di un cavallo, ma è un pesce. Il cavalluccio marino, che da millenni con il suo fascino ha incantato l’uomo, è in pericolo
Ha la grazia di una farfalla e il profilo di un cavallo, ma è un pesce. Il cavalluccio marino, che da millenni con il suo fascino ha incantato l’uomo, è in pericolo. Assieme alle altre 32 specie già catalogate, anche il nuovo cavalluccio verrà inserito nella lista degli animali che il Cites (Convention on International Trade in Endangered Species) protegge dal commercio illegale. Molte specie di cavalluccio infatti sono ormai sulla lista rossa degli animali in via di estinzione. Si calcola che ogni anno 24 milioni di esemplari vengano catturati dai pescatori di 77 nazioni e poi venduti come souvenir sulle bancarelle o utilizzati nella medicina tradizionale asiatica per preparare farmaci contro l’incontinenza, contro la calvizie, e cardiotonici. Centinaia di migliaia finiscono negli acquari domestici, dove spesso sono destinati a morire perché molto difficili da curare. L’inquinamento delle coste e i metodi di pesca distruttiva fanno il resto, compromettendo le barriere coralline, le mangrovie e le piante acquatiche dove i cavallucci trovano rifugio. Adesso una speranza viene dalla collaborazione tra l’imprenditore irlandese Ken Maher e il biologo Kealan Doyle, che hanno fondato la Seahorse Ireland e avviato un ambizioso progetto: sviluppare una nuova tecnologia per riuscire ad allevare i delicati cavallucci marini. Lo scopo? Andare incontro alle richieste del mercato e contemporaneamente (dicono) salvare le 32 specie conosciute. E i cavallucci del nostro mare? «Nel Mediterraneo ci sono due specie di cavallucci: Hippocampus hippocampus e Hippocampus ramulosus» spiega Stefano Goffredo, biologo dell’Università di Bologna «anche se negli ultimi anni stanno arrivando delle specie provenienti dal Mar Rosso. Un fatto non certo positivo per l’equilibrio dell’ambiente». Per completare un monitoraggio sui cavallucci marini italiani, Goffredo ha condotto la missione ”Hippocampus Mediterraneo” alla quale hanno partecipato anche comuni cittadini. «Grazie all’aiuto di subacquei volontari» dice «in tre anni sono stati raccolti i dati che avrebbero richiesto 20 anni di lavoro a un biologo professionista». Contandoli nelle immersioni, i sub hanno registrato un maggior numero di incontri con i cavallucci in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Campania.