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 2003  ottobre 10 Venerdì calendario

Hoepli Ulrico

• Nato nel 1906, morto a Milano il 9 ottobre 2003. Editore. «Era entrato nella casa editrice nel 1930, ed è stato l’ultimo a lavorare insieme al fondatore, Ulrico anche lui, che nel 1870 lasciò la sua città di Tuttwill nella Svizzera tedesca per venire a Milano dove aveva rilevato la libreria di Theodor Laengner, nella Galleria De Cristoforis. La fama della casa editrice era, allora, dovuta soprattutto ai Manuali, che cominciarono a uscire nel 1875 ”nell’Italia ancora adolescente, che non era uscita dai moduli della vecchia Destra e non aveva sperimentato le astuzie del Trasformismo”, come scrisse Giovanni Spadolini in una storica presentazione a una mostra di manuali. Il primo, che Spadolini conservava nella sua grande biblioteca, era il Manuale del tintore del chimico svizzero Robert Lepetit. Fu, quella, un’impresa differente da ogni altra impresa editoriale perché raccoglieva e coordinava ogni campo del sapere, e soprattutto del sapere tecnico. Tra i suoi meriti c’è anche quello di aver negli ultimi anni ripubblicato aggiornandoli diversi di questi libretti dal formato tascabile e dalla copertina rigida di tela color ruggine, come la celebre Guida per conoscere e salvaguardare i tuoi diritti del Santosuosso, e I tuoi diritti di coniuge e convivente , e di averne pubblicati di nuovi come quello Contro la droga. Agli anni tra il 1933 e il 1936 risale la pubblicazione dei discorsi di Mussolini, voluta da Carlo Hoepli, figlio di un Ulrico e padre di un altro Ulrico (è curioso come questi Hoepli diventati del tutto milanesi e lombardi, abbiano così tenacemente conservato la tradizione svizzera nei loro nomi). Poi venne la guerra: il bombardamento del 24 ottobre 1942 distrusse la tipografia e i magazzini e quello del 3 agosto 1943 incendiò la libreria. Le fotografie delle macerie fumanti e dei libri bruciati furono scattate proprio dal giovane editore, e sono state conservate come cimeli, ma anche come ricordi di famiglia, in una cartellina nel cassetto centrale della sua scrivania. E le mostrava a chi andava a visitarlo, con un certo orgoglio, perché da quelle macerie Ulrico, aveva poi fatto rinascere il suo impero di cultura. Il piano regolatore del dopoguerra aveva fatto il resto: aveva cioè deciso la demolizione dell’antica Galleria de Cristoforis, e quindi anche della libreria. Ulrico allora acquistò l’area tra il Duomo e la Scala, oggi via Hoepli, per riunire in un nuovo edificio, firmato dagli architetti Figini e Pollini, la casa editrice e la libreria. E fu la prima grande libreria internazionale di Milano, inaugurata nel 1958, quasi simbolo della rinascita imprenditoriale oltre che culturale di Milano. Il catalogo poteva contare allora soltanto su un’ottantina di titoli, oggi diventati un migliaio, tra cui i grandi dizionari tecnici. Per non dimenticare i bellissimi libri per bambini disegnati da Bruno Munari nel primo dopoguerra. Ulrico, affiancato dal figlio Ulrico Carlo che negli ultimi anni ha preso il posto di comando, non si è mai staccato dai libri, che erano l’essenza stessa della sua vita. E anche ultimamente, vecchio e stanco com’era, voleva sapere, essere informato, vedere i libri che uscivano. Lui che aveva saputo traghettare la sua casa editrice dall’Ottocento fino al Duemila, mantenendola indipendente, anzi una delle rare grandi case editrici indipendenti che esistano oggi in Italia» (Giulia Borgese, ”Corriere della Sera” 10/10/2003).