Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 9 ottobre 2003
BA’ALBEK - I
resti del tempio di Giove, costruito dai Romani a Ba’albek, in Libano, tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., saranno salvati grazie a un progetto italiano. Le sei colonne corinzie rimaste, alte 22 metri e con un diametro di un metro e mezzo, si trovano infatti in una zona altamente sismica. Il progetto realizzato dallo studio di Giorgio Croci, ordinario d’Ingegneria Strutturale all’università ”La Sapienza” di Roma, prevede di praticare un foro di 5 cm di diametro lungo l’asse delle colonne e di farvi poi passare una barra in fibra aramidica, un polimero cinque volte più resistente dell’acciaio e molto più flessibile. Le barre saranno ancorate alla roccia, in basso, e alla trabeazione, in alto, e avranno un diametro di soli 3 cm. Lo spazio rimasto tra la barra e il corpo della colonna permetterà a questa, in caso di terremoto, di deformarsi leggermente, traballando, e di dissipare così l’energia del sisma. Restando in piedi.