Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 9 ottobre 2003
LONDRA
Nelle vene degli inglesi scorre molto meno sangue anglosassone di quanto si pensasse. Lo afferma uno studio di un gruppo di ricercatori guidati da David B. Goldstain, della University College di Londra. Angli e sassoni, popoli germanici stanziati nella penisola cimbrica e alla foce dell’Elba, sbarcarono sulle coste della Gran Bretagna a metà del V secolo. Generalmente si ritiene che gli anglosassoni abbiano spinto i celti ai confini di Scozia e Galles, occupando gran parte dell’Inghilterra meridionale e centrale. Dal confronto tra il Dna del cromosoma Y di 1.772 inglesi, appartenenti a 25 diversi gruppi territoriali della Gran Bretagna, e quello di 400 europei continentali, compresi i tedeschi e i baschi (di origine celtica), risulterebbe però che molti celti rimasero in Inghilterra e nel centro dell’Irlanda, mentre anglosassoni e danesi avrebbero lasciato il segno solo in Scozia e nel centro-est dell’Inghilterra, e i norvegesi nel nord.
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