Valeria Brancolini Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 9 ottobre 2003
Presso l’Ospedale San Gerardo di Monza, Paolo Lissoni, medico della divisione di Radioterapia, organizza da tempo sedute di meditazione yogaper i pazienti oncologici, regolarmente tenute da un maestro specializzato
Presso l’Ospedale San Gerardo di Monza, Paolo Lissoni, medico della divisione di Radioterapia, organizza da tempo sedute di meditazione yogaper i pazienti oncologici, regolarmente tenute da un maestro specializzato. «Alla base di tutto ci sono i nostri studi sulla ghiandola pineale» spiega Lissoni, che ha recentemente visto i suoi risultati riconosciuti dal National cancer institute (www.nci.nih.gov) di Washington, negli Stati Uniti, uno degli istituti più prestigiosi del mondo nel campo dell’oncologia. «Questa ghiandola, posta alla base del cranio, era stata descritta già da Cartesio, ma è stata per molto tempo trascurata dai medici» osserva Lissoni, che continua: «Per fortuna le ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato che ha un ruolo fondamentale nella regolazione dell’equilibrio ormonale del nostro organismo e contribuisce all’integrità del sistema immunitario. Non solo, è molto importante perché secernendo melatonina svolge un ruolo fondamentale per l’equilibrio metabolico giornaliero. Di fatto la ghiandola pineale si comporta un po’ come il regista di una vasta gamma di ormoni nel corso delle quattro diverse fasi della giornata, seguendo il ritmo del sole. Alcuni di questi si sono dimostrati utili come antitumorali». Lissoni, che negli ultimi 25 anni ha raccolto una casistica di 2.500 pazienti, sostiene che la meditazione yoga possa stimolare l’attività della ghiandola pineale e quindi la secrezione di ormoni aiutando l’organismo a contrastare l’avanzata del tumore. «Non ho mai voluto spaccare il mondo degli oncologi come fece il professor Di Bella» dichiara il dottor Lissoni, «ma auspico un maggior dialogo tra gli specialisti del settore che potrebbe per esempio integrare le pratiche di meditazione e gli studi sul ruolo della ghiandola pineale con delle chemioterapie più accettate ed efficaci. I maggiori risultati li stiamo vedendo proprio in Italia».