Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  ottobre 09 Giovedì calendario

Caro Direttore, sono un suo grande ammiratore e la seguo anche in tivù. Sul numero di giugno ho letto con attenzione l’articolo ”Terra come stai?”

Caro Direttore, sono un suo grande ammiratore e la seguo anche in tivù. Sul numero di giugno ho letto con attenzione l’articolo ”Terra come stai?”. Lei alla fine dice che «l’ecologia conviene». Sono anch’io convinto sostenitore del rispetto per il pianeta. Quest’anno abbiamo avuto caldo e umidità oltre la media. Credo che la cosa sia dovuta alla poca cura verso l’ambiente. Immettiamo veleni rendendo l’aria irrespirabile, con conseguente effetto serra, aumento di umidità, scarsità di piogge. Perché non vengono prese delle misure adeguate? Perché non si applicano le leggi? Dobbiamo assistere incuranti senza poter fare niente? Spero si faccia qualcosa prima che la paziente Terra, sul letto di morte, esali l’ultimo respiro. Giacomo (e-mail) Caro Giacomo, innanzitutto grazie di cuore per gli apprezzamenti. A proposito delle sue domande, credo proprio che abbia ragione: è incredibile quanto ancora oggi poco si applichino e poco si rispettino le norme a tutela dell’ambiente e dunque della salute di tutti. Visto però che non basta il ricorso alla coscienza individuale, io insisto sulla necessità di rendere gli atteggiamenti ecocompatibili ed ecosostenibili se non elettivi almeno ”convenienti”. Come dire, se non ci soccorre la coscienza etica, nell’interesse di tutti vale anche la pena di far leva sull’egoismo. Il che vuol dire proprio rendere ”redditizio” un comportamento filoambientale. Forse è uno di quei casi in cui il fine giustifica i mezzi. Basterebbe per esempio rendere fiscalmente conveniente non inquinare e depurare. La stessa cosa potrebbe valere per il ricorso alle energie alternative: finché la benzina è più facile e meno cara dell’idrogeno o dell’elettricità chi può costringere i cittadini ad abbandonarla? Nessuno, se crediamo alla democrazia e alla libertà! Su una cosa vorrei però rassicurarla: la Terra è malata, ma non moribonda. Molte modificazioni ambientali vanno lette anche con la lente del rapporto costi/benefici: hanno innalzato la qualità della vita di un numero crescente di abitanti del pianeta Terra. Spero continuerà a seguirci e ad appoggiarci.