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 2003  ottobre 09 Giovedì calendario

Puricelli Ettore

• Montevideo (Uruguay) 15 settembre 1916, Roma 14 maggio 2001. Calciatore • «Famoso in Italia, prima come giocatore (Bologna e Milan) e poi come allenatore, in 28 anni di carriera anche tumultuosa, iniziata al Milan e conclusa a Foggia. Figlio di italiani, si fa conoscere come Hector Seña, il cognome della madre, più facile da ricordare rispetto a ”purissègi”, secondo la pronuncia sudamericana. Quando arriva in Italia, è il ’38: lo prende dal Central di Montevideo il Bologna, quello che ”tremare il mondo fa...”, reduce dal doppio scudetto nel ’36 e ’37 e guidato dal mitico presidente Renato Dall’Ara. Puricelli viene subito ribattezzato ”testina d’oro”, per la sua straordinaria bravura nel gioco aereo. Come raccontò lui stesso, ”il primo ad accorgersi di questa mia qualità fu l’allenatore rossoblù, Hermann Felsner, che ci faceva giocare a pallavolo. Così puntò sui cross dalle fasce laterali” di Biavati e Reguzzoni. Al primo anno nel Bologna, Puricelli, che gioca con i calzettoni abbassati, vince lo scudetto e il titolo di capocannoniere (a pari merito con Boffi), con 19 gol ed esordisce nella nazionale italiana (12 novembre ’39, Svizzera-Italia 3-1, unica presenza e unico gol in azzurro). Nel ’41 rivince la classifica dei cannonieri (22 gol), nel ’42 è ancora campione d’Italia. Nel ’45 passa al Milan, dove resta fino al ’49, quando arriva Nordahl. Chiude nel Legnano, dopo 245 partite e 135 gol in A, ma torna al Milan come allenatore delle giovanili nel ’53. Un anno dopo, i Rizzoli, che hanno preso il Milan, vogliono presentarsi con un grande colpo. proprio Puricelli a segnalare la possibilità di acquistare il fuoriclasse uruguaiano Juan Alberto Schiaffino, già campione del mondo nel ’50 e ad accompagnare il vice-presidente rossonero, Mimmo Carraro, a Berna, dove l’Uruguay sta giocando il Mondiale. L’accordo si fa per 50 milioni. Puricelli viene promosso allenatore, dopo l’esonero di Bela Guttman e con lui arriva lo scudetto ’55 e il secondo posto nel ’56, dietro la Fiorentina. Puricelli se ne va a Palermo e qui comincia un lungo girovagare in giro per l’Italia, con l’intermezzo di una stagione al Porto (’58-’59). Quando torna da noi, riparte da Salerno in C, ma è al Varese che realizza un miracolo: dal ’61 al ’65, lo porta dalla C alla A. Allena il Vicenza dal ’69 all’aprile ’75, con l’intermezzo di una stagione a Foggia, dove torna nel ’76 e resta fino all’81 chiudendo una carriera mai banale» (’Corriere della Sera” 15/5/2001).