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 2003  ottobre 08 Mercoledì calendario

Hildebrand Timo

• Worms (Germania) 5 aprile 1979. Calciatore. Portiere. Lanciato dallo Stoccarda, ha giocato anche nel Valencia • «Con il fisico scombussolato da un virus e un ginocchio indebolito da una distorsione ai legamenti, [...] non riusciva nemmeno a battere le rimesse in gioco, affidate, come nel calcio di una volta, al difensore con il tiro più potente (Bordon). Ha ammesso “di avere riflettuto molto sulla mia carriera, in quel periodo di pause non solo fisiche”. Però a 24 anni l’ex portiere di tutte le nazionali giovanili tedesche, dall’Under 15 all’Under 21, non poteva più vivere di solo talento. E Magath, tecnico ma anche manager del club, aveva riportato in Germania Dirk Heinen, ex Bayer Leverkusen eEintracht, andato a guadagnare più soldi ma anche il riconoscimento di migliore del campionato turco, al Denizlispor. Un elemento che a 33 anni era convinto di non doversi innervosire da riserva. La crescita estiva di Hildebrandè stata soprattutto muscolare: alto 185 centimetri, il ragazzo, arrivato allo Stoccarda sedicenne, pesava intorno ai 75 kg. Ha cancellato le vacanze a Ibiza e si è barricato in palestra: ora pare sia arrivato a 78 chili, sfruttando anche una soluzione per restar leggero nei movimenti, nonostante l’aumento della massa muscolare. Il metodo si chiama “gyrotonic expansion system”, è stato ideato da un ballerino negli Stati Uniti e viene definito una “sorta di yoga con resistenze” da Heike Labude, l’allenatrice specifica che segue Timo. Addestramenti che portano alla massima flessibilità e coordinazione abbinate all’esplosività muscolare, pratiche fondamentali per la danza e ora applicate al calcio. Più una serie di esercizi per regolare la respirazione in modo da migliorare la capacità di concentrazione. “Anche il minimo errore in allenamento lo lasciava poco tranquillo”, ha detto il tecnico dei portieri, Jochen Rücker. Aggiungendo: “Adesso è tutto diverso”. Hildebrand è un tipo tremendamente normale, per il suo ruolo. È bravo con i piedi tanto che “potrebbe giocare fuori almeno in serie C”, ha raccontato Magath, ma segni di follia finora nessuno. Corretto, disciplinato e attaccato alla famiglia: le grane vengono discusse con i genitori e i soldi sono amministrati dal fratello Volker, bancario. Adesso la sua normalità sembra quasi una recita. Quando sul tabellone del Daimler Stadion la sua foto ha annunciato il sorpasso a Oliver Kahn ( precedente primato: 802 minuti), 52 mila persone lo hanno applaudito ma lui non ha staccato le mani dalle cosce. Naturale che dopo si sia anche rammaricato perché “preferiva non battere il primato ma il Colonia”, ultimo, che ha imposto lo 0-0 allo Stoccarda. Chiaro che il “merito va ai miei compagni”, gli stessi che hanno attaccato nello spogliatoio il titolo di un giornale con uno zero gigantesco, come le reti prese nelle prime 8 gare di Bundesliga (più una e spiccioli dello scorso campionato). [...] Secondo la Fifa il primato mondiale è di Abel Resino, spagnolo dell’Atletico Madrid (1275 minuti nel ’95- 96); a parere dell’istituto mondiale di storia e statistica comanda invece il brasiliano Mazaropi del Vasco (1816’ nel 77-78’)» (Pierfrancesco Archetti, “La Gazzetta dello Sport” 8/10/2003).