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 2003  ottobre 08 Mercoledì calendario

Baker Joseph

• ”Joe” Liverpool (Gran Bretagna) 17 gennaio 1940, Londra (Gran Bretagna) 7 ottobre 2003. Calciatore. Della nazionale inglese e, per meno di un campionato, del Torino: «Nel ´61-´62. Fu allora, quando grazie alle arti di Gigi Peronace, un procuratore, come si direbbe oggi, che ci fu l´invasione inglese nel campionato italiano: Baker fu affiancato da Denis Law a Torino, al Milan arrivò Greaves. Fu un fallimento. Greaves giocò dieci partite e scappò, Baker chiuse la sua avventura torinista con la sua Alfa Romeo contro il monumento a Garibaldi in via Cairoli alle 4 del mattino uscendo da un night, e firmò per l´Arsenal: solo Law (uscito incolume da quell´incidente) tenne duro fino alla fine, ma poi se ne andò al Manchester United. Così si costruì la leggenda che i calciatori inglesi non sapessero adattarsi al calcio italiano. Joe Baker era un centravanti classico, alla settima giornata segnò il gol della vittoria 1-0 nel derby con la Juve. I due anglosassoni furono i protagonisti della rinascita torinista, dodici anni dopo Superga e la retrocessione. Il Torino tornava al suo prestigio dei tempi di Mazzola. Law era biondo, portò il numero 10 di Valentino, poi passò al 9 quando Baker era fuori. ”Erano due giocatori diversissimi. Law un pazzo scozzese, geniale, capace di prendere la palla nella nostra metà campo e arrivare in porta avversaria. Baker era un tipo di giocatore più lineare, potente” ricorda Roberto Rosato, uno dei punti fermi di quel Torino nel quale giocava ancora Bearzot. Era nato a Liverpool da genitori scozzesi che erano ritornati in Scozia quando aveva pochi giorni: per motivi di burocrazia sportiva non potè mai giocare per la Scozia ma solo per l´Inghilterra, con la quale raccolse otto presenze. Con l´Hibernians aveva marcato un record di 42 gol nella stagione ´59-´60, due anni dopo il trasferimento a Torino per 75mila sterline. Ma il disadattamento di Baker e Law era reale. Mal soffrivano la disciplina dei ritiri, così come trovavano assurda la richiesta del club di far firmare al mattino, al campo d´allenamento, il libro delle presenze. Ma erano grandi giocatori e fornirono un eccellente rendimento (Law segnò 10 gol in 27 gare, Baker 7 in 19, il Torino fu a lungo nelle prime posizioni, per poi finire settimo), ma fuori del campo volevano essere liberi. Bastò quell´incidente per lasciargli una fama di irregolare: il calcio è più professionale adesso, non nell´evitare le notti brave, ma nel nasconderle meglio» (’la Repubblica” 8/10/2003).