Luigi Garlando, ཿLa Gazzetta dello Sport 8/10/2003;, 8 ottobre 2003
"Volete professionisti seri e ragazzi sani? Va bene, ma dobbiamo essere tutti d’accordo, a cominciare dai dirigenti
"Volete professionisti seri e ragazzi sani? Va bene, ma dobbiamo essere tutti d’accordo, a cominciare dai dirigenti. Facciamo un bell’esame di coscienza. Un calciatore che non subisce un fallo da rigore dovrebbe ammetterlo, giusto, sarebbe un comportamento da professionista, ma i dirigenti sono i primi a farti capire che è meglio stare zitti. Il sistema ti impedisce di dire la verità edi essere te stesso. Tre punti possono valere un campionato, un campionato vale tanti soldi. Voi giornalisti ce lo ricordate spesso quanto guadagniamo. La posta in palio è troppo grande, le pressioni pure e dire la verità diventa quasi impossibile. Se esci dal seminato, ti ritrovi subito in una bufera. A fine partita, allora, ti costringono a venirtene fuori conle solite frasi fatte: ”Bella partita, abbiamo giocato bene, poteva andare meglio...”. Le solite frasi finte. Per questo io applaudo Zambrotta che ha avuto il coraggio di dire quello che ha detto. Avrebbe dovuto dirlo in campo? Lo so, ma non è facile. I compagni in campo lo avrebbero guardato malissimo, gli avrebbero fatto dei gestacci per farlo star zitto... Nei suoi panni, non so, forse, alla fine, io sarei rimasto zitto. Si sarebbe discusso un po’ del rigore, ma dopo due giorni non ci sarebbe stato ancora questo casino... Noi non abbiamo detto niente a Zambro, ha già il mal di testa di suo..." (Gennaro Gattuso).