(ཿAnsa 24/9/2003), 24 settembre 2003
I NUMERI DELL’ESERCITO ISRAELIANO
Con i suoi 186.500 effettivi tra uomini e donne, Tsahal – l’esercito d’Israele o, per esser più precisi, le Forze di difesa israeliane (Idf) - è una forza di tutto rispetto, ma in caso di necessità può triplicarsi in poche ore, grazie alla mobilitazione di 445.000 riservisti, che ogni anno sono richiamati in servizio per una quarantina di giorni e nelle unità combattenti fino ai 43 anni d’età. Ai 631.500 militari dell’esercito, dell’aviazione e della marina, secondo i recentissimi dati del 2002, resi noti appena tre giorni fa dal Centro Jaffe di studi strategici dell’Università di Tel Aviv, si sommano poi i 7.650 paramilitari della polizia di frontiera. Con un bilancio record di 39,8 miliardi di shekel - quasi 8 miliardi di euro - nel 2002 (destinato però a scendere nel 2004 a 32,2 miliardi per i tagli previsti dal piano d’austerità del ministro delle finanze Benyamin Netanyahu), l’esercito d’Israele contava lo scorso anno su 16 divisioni suddivise in 76 brigate, 3.930 carri armati, 8.000 mezzi blindati per trasporto truppe e 1.348 pezzi d’artiglieria. Fiore all’occhiello di Tsahal, l’aviazione era invece forte di 798 aerei da combattimento, 79 aerei da trasporto e 302 elicotteri (compresi quelli d’assalto Apache), mentre la difesa antiaerea vantava un centinaio di batterie missilistiche (a lunga e media gittata). Sempre nel 2002, la marina israeliana poteva dal canto suo schierare 5 sottomarini, 17 navi da combattimento e 33 pattugliatori.