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 2003  settembre 24 Mercoledì calendario

"Scompare dal lessico dell’ideologia sionista uno dei concetti base: quello dell’’esercito di popolo” voluto dal padre della patria David Ben Gurion negli anni Cinquanta mentre tumultuose ondate migratorie raggiungevano i lidi di Israele

"Scompare dal lessico dell’ideologia sionista uno dei concetti base: quello dell’’esercito di popolo” voluto dal padre della patria David Ben Gurion negli anni Cinquanta mentre tumultuose ondate migratorie raggiungevano i lidi di Israele. ”Solo un grande crogiuolo - predicava allora il ’Vecchio’ dalle lunghe chiome bianche - potrà mai amalgamarle, farne un popolo compatto, capace di affrontare i nemici”. Quel ”crogiuolo” era Tsahal: le forze armate di Israele. Ma ormai Tsahal la pensa diversamente. Il reclutamento di massa è divenuto un onere. La minaccia convenzionale degli eserciti arabi - molto tangibile fino alla traumatica guerra del Kippur (1973) quando Israele si trovò stretto in una mortale tenaglia di colonne militari siriane ed egiziane - è ora solo teorica. Negli ultimi conflitti (guerra del Golfo, 1991, e intifada armata, a partire dal 2000) il peso è ricaduto sulle retrovie. Per cui una buona fetta dell’esercito di leva risulta superflua. Adesso - anticipa oggi il quotidiano ”Yediot Ahronot” - una Commissione interna delle forze armate ha concluso che occorre snellire la macchina bellica per renderla più efficiente. La Commissione propone di arruolare solo i giovani con doti militari spiccate e di garantire loro uno stipendio mensile non più simbolico: l’equivalente di 700 euro mensili, dieci volte il soldo attuale. I non idonei - secondo la Commissione - potranno sempre rendersi utili alla collettività, anche se non indosseranno una divisa. Per loro dovrebbe essere istituito un servizio civile obbligatorio: negli ospedali, ad esempio, nella polizia, o di rinforzo didattico nei rioni proletari",