Varie, 7 ottobre 2003
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Drogba Didier
• Abidjan (Costa d’Avorio) 11 marzo 1978. Calciatore. All’età di 5 anni si è trasferito in Francia. Ha giocato nel Le Mans, nel Guingamp e nell’Olympique Marsiglia. Dal 2004 è al Chelsea, dove ha vinto, tra le altre cose, due Premier e due coppe d’Inghilterra • «La storia dell’attaccante ivoriano non è di quelle standard. Per lui non c’è stato mai nessuno sconto, nessuna facilitazione, nessuna raccomandazione. Drogba è arrivato ai massimi livelli del calcio europeo dopo un lungo percorso fatto di sacrifici e soprattutto di voglia di emergere. Il talento, il fiuto del gol e la voglia di vincere hanno fatto il resto. Tanto per capirsi, ha esordito nella serie A francese segnando contro il Metz il 30 gennaio del 2002, a 24 anni. Il Marsiglia se l’è andato a prendere, spendendo circa 6 milioni di euro, a Guingamp si era messo in luce anche lì con una pioggia di gol. Ne aveva fatti 17, in 34 partite, che gli hanno fatto chiudere l’annata al terzo posto dietro all’irraggiungibile Nonda (26 gol) e a Pauleta (23 gol). Ma davanti a Dijbril Cissé (15 gol), il cannoniere precoce dell’Auxerre e della nazionale transalpina. Le sue reti, che hanno permesso al modesto Guingamp di sfiorare la zona Uefa (mancata di due punti), hanno attirato l’attenzione di tutti i grandi club francesi. Lo voleva il Lione, rimasto stregato dopo aver incassato una doppietta. Per lui, Bernard Lacombe, direttore sportivo del club campione di Francia, è andato persino in Costa d’Avorio per tentare di convincerlo. Lo voleva anche il Monaco di Deschamps che cercava qualcuno per affrontare nel migliore dei modi la Champions. Alla fine Drogba ha fatto la sua scelta. ”Giocare nel Marsiglia significa realizzare un sogno d’infanzia. Sono cresciuto nella periferia parigina tifando ”Om’. La mia scelta è stata dettata dal cuore”. Non poteva andare meglio. Il suo avvio di stagione è stato strepitoso. [...] In otto giorni, l’ivoriano, arrivato inFrancia all’età di cinque anni, ha firmato sei gol, tutti importanti, tutti belli. Prima ha rifilato una doppietta al Nizza, ribaltando una partita che si era messa subito male e che poteva compromettere la rincorsa al Monaco leader. Poi è arrivata la tripletta, la prima da professionista, inflitta al Partizan Belgrado. Il primo, un gol di forza, un colpo di tacco rabbioso. Il secondo, un esemplare colpo di testa. Il terzo da annali: cavalcata di 70 metri con doppio scambio con il compagno di squadra Sytchev. [...] La voglia di vincere, di non mollare mai, Drogba l’ha costruita anche attraversando momenti bui. Come quando a Le Mans si fratturò prima il metatarso e poi il perone. ”Non mi sono mai tirato indietro – ha sottolineato l’attaccante – e ho sempre creduto nella mia buona stella”. [...] Dopo la tripletta al Partizan sono arrivati i complimenti importanti come quelli di Jean Pierre Papin, suo illustre predecessore. ”Drogba è una punta naturale ha un margine di progressione elevato e se continua così lo vedrei bene al Real Madrid”» (Alessandro Grandesso, ”La Gazzetta dello Sport” 7/10/2003).