Franco Calamai, ཿLa Gazzetta dello Sport 7/10/2003;, 7 ottobre 2003
"Arrivavo in area lanciato e quando sentivo che qualcuno mi aveva toccato mi buttavo a pesce. Più volte riuscivo a fregare l’arbitro
"Arrivavo in area lanciato e quando sentivo che qualcuno mi aveva toccato mi buttavo a pesce. Più volte riuscivo a fregare l’arbitro. Nel ’73-74 presi otto rigori quasi tutti fasulli. Ricordo quello ottenuto nel febbraio del ’74 contro il Cesena, realizzato da Pulici. Un vero furto: vincemmo 2-1. In quella stagione mi feci un nome per i rigori strappati con astuzia tanto che alla fine del campionato i tifosi mi regalarono un quadro, che ancora conservo, con una dedica che diceva: ”Ad Agroppi, il più grande cascatore del calcio italiano”. Tentare di strappare un rigore con furbizia fa parte del bagaglio di un calciatore. Perché nelle altre discipline sportive non vige la legge del furbo?" (Aldo Agroppi).