Guido Romeo Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 6 ottobre 2003
Le fiabe raccontano la storia segreta delle burrascose relazioni femminili, una storia che possiamo ignorare solo a nostro rischio e pericolo
Le fiabe raccontano la storia segreta delle burrascose relazioni femminili, una storia che possiamo ignorare solo a nostro rischio e pericolo. Secondo la studiosa Marina Warner in esse risuonano: «L’insicurezza, la gelosia, la rabbia delle suocere verso le nuore e viceversa, la vulnerabilità dei bambini provenienti da altri matrimoni... le vicende narrate da queste storie sono le esperienze vissute e ricordate da tutte le donne». Warner sottolinea come buona parte della rivalità tra donne sia determinata dalla loro dipendenza economica e sociale dall’eroe maschile: «Spesso causa prima della fatale rivalità... la concezione dell’uomo come salvatore e procacciatore di risorse che compare in queste testimonianze dei conflitti femminili continua a perpetrarsi nei media più accessibili, popolari e convenzionali, come i cartoni animati della Disney». Le fiabe ci presentano infatti donne anziane come streghe, mostri, matrigne cattive: subito ci tornano alla mente Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, Biancaneve e Hänsel e Gretel, ma ne esistono moltissime altre. Nel corso della storia molte donne sono morte di parto e di conseguenza molti bambini sono stati allevati da matrigne, balie o governanti, e benché non tutte le matrigne siano malvagie, non si può neppure dire che siano tutte delle sante. Ann Case, ricercatrice presso la Princeton University, documenta con una serie di studi pubblicati nel 2000 che ancora oggi i bambini cresciuti con una matrigna hanno maggiori probabilità di ricevere meno cure mediche, meno istruzione e cibo di qualità inferiore rispetto ai figli accuditi dalla madre biologica.