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 2003  ottobre 06 Lunedì calendario

La tutela e la diffusione della cultura italiana nel mondo. Questa la missione della società Dante Alighieri, nata nel 1889 per volontà di un gruppo di intellettuali e politici tra cui Francesco De Sanctis

La tutela e la diffusione della cultura italiana nel mondo. Questa la missione della società Dante Alighieri, nata nel 1889 per volontà di un gruppo di intellettuali e politici tra cui Francesco De Sanctis. Giosuè Carducci, chiamato a dare un nome alla nuova istituzione, la battezzò ”Dante Allighieri”, con due elle, come lui amava scrivere. Oggi l’ente, diretto dall’ambasciatore Bruno Bottai, conta più di 400 sedi nel mondo e 80 in Italia, per un totale di circa 250 mila soci iscritti. ”Questi numeri – dice Alessandro Masi, segretario generale della società – dimostrano l’attenzione del mondo nei confronti dell’Italia e sono un chiaro segno del successo della nostra cultura”. Il maggiore numero di istituti si trova in Argentina (oltre 110) mentre crescono le iscrizioni nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Non solo: sono sempre più numerosi gli stranieri che frequentano i corsi all’estero. Un esempio è la Svezia, dove la maggior parte dei soci iscritti è svedese”. Corsi di lingua, mostre ed eventi culturali sono le principali attività degli istituti Alighieri. L’evento più recente è la grande mostra sulla storia della lingua italiana, dalle origini ai giorni nostri, passando naturalmente per le terzine di Dante e della sua Divina Commedia (agli Uffizi di Firenze fino all’inizio del 2004). Un anno prima della Società Dante Alighieri era nata la Società Dantesca italiana, con sede a Firenze nel Palagio dell’arte della lana. La prima iniziativa fu l’edizione di un testo critico della Commedia e delle opere minori nonché la pubblicazione di un "Bullettino" contenenti "scritti concernenti la ricerca e la notizia di fatti" relativi alla vita e alle opere del poeta. Oggi, tra le tante attività, la società organizza ogni anno un ciclo di Lecturae Dantis tenute da illustri studiosi.