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 2003  ottobre 06 Lunedì calendario

”Quando mi gridano da un auto in corsa ’ciccione’, soffro come un vecchio cane artritico, mi viene voglia di morire o di uccidere”

”Quando mi gridano da un auto in corsa ’ciccione’, soffro come un vecchio cane artritico, mi viene voglia di morire o di uccidere”. Giuliano Ferrara racconta così il rapporto con il suo corpo: ”Vivo male la mia obesità, l’obesità è una vera e propria malattia. Ne soffro molto anche se non lo do a vedere. Combatto questa patologia con diete periodiche, comunque è dura”. Dall’obesità come malattia al grasso vissuto come ribellione. E’ il caso di Mauro Coruzzi, in arte Platinette: ”Mangio perché mi piace, ed è anche una forma di contestazione verso la cultura della forma fisica perfetta, del cibo sano e bello ”imposto” dai media e ora anche dallo Stato. La mia rivoluzione è tutta in un piatto di salame di Felino. Ho un rapporto col cibo legato al piacere, alla voglia di non resistere al peccato. Preferisco la quantità alla qualità. Sì, sono una soubrette obesa, ma filiforme nel pensiero ”. Anche Giampiero Galeazzi, 55 anni, 148 chili di peso, si definisce mentalmente magro. ”Nel senso che ragiono da magro. Sembrerà strano ma non sono un mangione, non sono un goloso, ho un rapporto sano col cibo. Sono un ex sportivo e per gli atleti che a una certa età lasciano l’attività è facile ingrassare, è una questione di metabolismo. Da quando ho smesso di allenarmi il peso ha cominciato a salire vertiginosamente. Comunque mi sento più grosso che grasso, e poi sto benissimo: nessun problema di cuore, niente colesterolo, insomma le analisi sono quelle di uno magro”. Sul versante opposto, anche i chili in meno possono essere vissuti come una tortura: ”Sono anni che mi sento fare domande sulla mia magrezza - dice il segretario dei Ds Piero Fassino - Cerchiamo di chiarire questa cosa. Non è che non mangio, sono lo stesso peso da trent’anni. Ho un buon metabolismo e mi fa bene fare quello che faccio. Forse l’affetto della gente dipende proprio dalla mia magrezza, dal fatto che sembro una persona tormentata”. Secondo Pippo Baudo, 67 anni, 1.90 per 86 chili, essere magri significa soprattutto essere alti. ”La mia fortuna è l’altezza, è grazie a lei che do’ l’immagine di uno molto magro. Non essere grassi significa non abbuffarsi. Unica eccezione consentita, gli spaghetti alla norma in Sicilia: pomodoro, melanzane, basilico e una spruzzata di ricotta salata”. Carla Bruni, 35 anni, dice che la linea non è più una sua priorità: ”Quando ero una forzata della moda e lavoravo 365 giorni il peso forma era d’obbligo. Dopo la maternità ho messo su qualche chilo ma per perderlo è bastata una settimana, con una dieta a base di soli mandarini. Ora vado in palestra, nuoto, ma soprattutto sono una mamma. Qualcuno dice che mi sono anche addolcita” ’Non esisterà per la donna un’identità di corpo finché non ci sarà un’identità di genere. Le donne oggi hanno il corpo che la società maschile impone loro. Un corpo che io vedo come un burka delle donne occidentali, costrette alla taglia 42”. E’ il pensiero di Benedetta Barzini, giornalista ed ex modella: ”La bellezza, come la bruttezza, è un handicap. Non sapendola gestire, io da ragazza l’ho mitigata con l’anoressia. Che è durata molto, dai 14 ai 24 anni: facevo come i cammelli, mi riempivo e poi niente per una settimana. Era come se non potessi salvare la mente e il corpo: il corpo andava distrutto per milioni di motivi, fra i quali il terrificante rapporto con mia madre. Oggi, a sessant’anni, la magrezza non è più una malattia: il mio compito è lasciare che la natura segni il mio corpo. E intervenire non più della normale manutenzione. A un certo punto della vita non c’è più conflitto col corpo. Succede quando capisci che è inutile prendersela con lui per le colpe del mondo. In ogni donna, a un certo punto, arriva una pacificazione”. Si sente diverse dalle modelle di oggi, tutte pelle e ossa? ’Come posso sentirmi uguale o diversa da un’ucraina di 13 anni spinta da una cane affamato di tartufi che sfila come unica alternativa alla prostituzione?”.