nostra ricerca, 6 ottobre 2003
Barzellette. "Un giorno Caino tornò a casa e trovò Abele tutto allegro: ”Sorpresa!” disse Abele
Barzellette. "Un giorno Caino tornò a casa e trovò Abele tutto allegro: ”Sorpresa!” disse Abele. ”Ho sacrificato per te tutte quelle foglie brutte, secche e puzzolenti che tenevi in cantina. Il Signore è contento, e tu ti sei liberato di tutta quell’erbaccia schifosa”. ”Schifosa?” gridò Caino. ”Quella era erba buonissima!”" (Giobbe Covatta). Noè. "Anche Noè ne aveva una piantina sull’arca" (Don Andrea Gallo, il sacerdote genovese fondatore della comunità di recupero di San Benedetto al Porto, che ha seminato duecento metri quadrati di terreno incolto con la cannabis spiega perché deve tornare ad essere usata per fabbricare jeans). Esperimenti. "Con la cannabis ho fatto tutti gli esperimenti possibili, dal liceo in poi, dagli spinelli alle torte di hashish" (Jacopo Fo). Giudizi. "Mica male" (lo spinello secondo Giuliano Ferrara, che però dice di voler "proibire le canne ai bambini e alle persone in età matura che hanno la responsabilità del paese"). Urla di gioia. "Dunque gli Sciti prendono i semi di canapa, si infilano sotto la tenda fatta di coperte e li gettano sulle pietre roventi; i semi gettati bruciano producendo un fumo che nessun bagno a vapore greco potrebbe superare. Gli Sciti urlano di gioia per il fumo che sostituisce per loro il bagno" (Erodoto). Pentiti. "E’ un periodo in cui ormai di erba non me ne faccio praticamente più. Mi chiede perché? Perché Heather non lo fa. Non mi va di stare seduto in un ristorante e dire: "Hey, baby, devo fare un salto al cesso e farmi uno spinello". Non esiste proprio" (Paul McCartney). Ritz club. "Art Pepper andava tutte le sere al ”Ritz Club” per fumare marijuana e sniffare dexedrina con Dexter Gordon" (James Gavin, Chet Baker. La lunga notte di un mito, Baldini&Castoldi). Bambini. "Da bambino fumavo marijuana insieme a mio padre" (Robert Downey Jr, figlio del noto regista). Ragazzi. "E’ vero, la maggior parte dei ragazzi della mia età si fa le canne. Anch’io me ne faccio... Ho visto molti uomini di potere farsi un tiro di canna. Alcuni l’hanno fatto con me. Altri me ne hanno chiesto qualche grammo" (Pierluigi Diaco). Sindaci. "Un paio da ragazzo" (gli spinelli di Gabriele Albertini, sindaco di Milano). Presidenti. "Ho provato la marijuana una sola volta. Ma non l’ho aspirata" (Bill Clinton). Dimostrazioni. "Io sono la dimostrazione, la cannabis non dà assuefazione" (Sergio Scalpelli, assessore ai Giovani e allo Sport di Milano). Tè. "Ho schivato gli spinelli per tutti i cinque anni del liceo artistico per cedere infine, già ventenne, su una spiaggia spagnola: era per ricordare il grande Jimi Hendrix, morto da poco, è stato l’unico. Non riuscivo neppure ad aspirare. Poi, ho provato ad usarlo come afrodisiaco, lo mettevo nel tè delle ragazze che mi piacevano. Ma quelle si addormentavano, un disastro" (Piero Chiambretti). Fotografie. "Robert Mitchum aveva una grande passione per la marijuana, che all’epoca si coltivava un po’ dappertutto ed era considerata il whisky dei poveri: lui ne coltivò sempre in casa, e di una delle sue piante portava la foto nel portafogli" (Masolino D’Amico). Numeri. "Veronesi dice che il 50 per cento degli studenti e dei professori si è fatto le canne? Ma figurati, siamo almeno al 90 per cento. E’ un gruppo grande, maggioritario e ci sono dentro anch’io. Ma parliamoci chiaro. La cannabis è una droga. Bene non fa. Ma in Italia sono legali droghe peggiori: l’alcool, il tabacco, la tv" (Oliviero Toscani). Drogati. "Un deputato bergamasco confessa: sono drogato" (titolo di un quotidiano locale nel novembre 1987, dopo che Chicco Testa, allora parlamentare Pci, aveva detto ad un settimanale di aver provato hashish e marijuana, ma di essersi fermato lì). Autopunizioni. "La marijuana è un’autopunizione. Ti rende particolarmente sensibile, e in questo mondo quale punizione potrebbe essere peggiore?" (P. J. O’Rourke, giornalista, umorista americano, commentatore politico). Invenzione. "L’invenzione è in una nota erba" (William Shakespeare).