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 2003  ottobre 06 Lunedì calendario

Disumanità. "Io credo che la politica federale che proibisce ai medici di alleviare le sofferenze prescrivendo marijuana a pazienti seriamente ammalati è impositiva e inumana" (Jerome P

Disumanità. "Io credo che la politica federale che proibisce ai medici di alleviare le sofferenze prescrivendo marijuana a pazienti seriamente ammalati è impositiva e inumana" (Jerome P. Kassirer sul ”New England Journal of Medicine”, 1997). Reumatismi e ”assenza mentale”. "La prima testimonianza dell’impiego di cannabis come medicinale è un erbario pubblicato durante il regno dell’imperatore cinese Chen Nung, cinquemila anni fa. La cannabis era consigliata contro la malaria, la stitichezza, i dolori reumatici, gli stati di ”assenza mentale” e i disturbi femminili. In India è stata prescritta per rendere la mente più reattiva, far calare la febbre, stuzzicare l’appetito. In Africa veniva usata contro febbre e dissenteria. Oggi alcune tribù curano con la canapa i morsi di serpente o la fanno fumare o la fanno fumare alle donne prima del parto. L’ecclesiastico inglese Robert Burton, nella sua opera ”The anatomy of Melancholy" del 1621, consigliava l’uso della cannabis nella cura della depressione" (James B. Bakalar, dottore in medicina e professore associato in psichiatria alla Harvard Medical School). Regine e politici. "La regina Vittoria assumeva regolarmente cannabis per combattere emicrania e dolori mestruali; John Kennedy la fumava quando aveva mal di schiena" (Reuters). New Mexico. "Dal 1978 al 1986 circa 250 malati di cancro del New Mexico ricevettero marijuana dopo che le cure convenzionali non erano riuscite a contrastare i loro attacchi di nausea e vomito. Più del 90 per cento dei pazienti riferì di aver trovato un sollievo significativo o totale" (James B. Bakalar, dottore in medicina e professore associato in psichiatria alla Harvard Medical School). Olanda. "Dal 1 settembre 2003, le farmacie dovranno fornire cannabis ai pazienti con ricetta medica. La cannabis allevia dolori cronici, nausea e mancanza d’appetito nei malati di cancro e Hiv, dà sollievo a chi soffre di sclerosi multipla e riduce i tic fisici e verbali nelle persone colpite dalla sindrome de la Tourette (...). Attualmente circa 7000 individui, in Olanda, usano cannabis per motivi di salute acquistandola nei coffee shops. La cifra dovrebbe raddoppiare quando la sostanza sarà nelle farmacie sotto forma di puro medicinale (...) La cannabis, distribuita in forma di foglie secche, dovrà essere diluita nel tè oppure utilizzata in forma di spray" (comunicato del Ministero della sanità olandese, che per primo ha autorizzato la vendita di marijuana nelle farmacie). Gratitudine. "Siamo grati al governo per aver riconosciuto che la marijuana assicura ad alcune persone una vita migliore" (Robert Witlox, responsabile dell’associazione olandese ”Hiv Vereniging”). Riuscire a dormire. "Alcuni dei pazienti hanno detto che fa una differenza enorme, mentre altri solo che li aiuta a dormire. Ma quando si soffre di dolori cronici riuscire a dormire è una delle cose più importanti" (William Nortcutt del James Paget Hospital di Gorleston, in Inghilterra, a proposito di uno studio su 23 individui affetti da sclerosi multipla o lesioni spinali). Glaucoma. "Ho fatto quattro anni di terapia contro il glaucoma. La rapida escalation del mio consumo di farmaci tossici veniva superata dal carattere dinamico del mio glaucoma. Ero destinato a diventare cieco. Finché un giorno qualcuno mi offrì uno spinello. Dolce erba! Sei mesi di prove e controprove. Alla fine, la conclusione è stata ineludibile. Senza la marijuana c’erano gli aloni e le notti di cecità bianca. Quando fumavo marijuana non c’erano aloni” (testimonianza di Robert Randall tratta dal libro ”Marijuana medicina proibita” di Lester Grinspone e James B. Bakalar, Editori Riuniti). Dubbi 1. "Gli scettici dicono che non ci sono sufficienti prove scientifiche a confermare i benefici medici declamati da molti consumatori. Alcuni ricercatori sostengono che la cannabis aumenta il rischio di depressione e schizzofrenia" (Reuters). Dubbi 2. "La terapia a base di tetrahydrocannabinol, una delle sostanze attive della pianta di cannabis, è usata in oncologia come antidolorifico e per alleviare la nausea da chemioterapia. Va detto, però, che non è più efficace di altri farmaci in commercio. Non rappresenta, purtroppo, un miglioramento" (Francesco Clementi, professore di Farmacologia dell’Università degli studi di Milano). Statistiche. "Le statistiche epistemiologiche dimostrano che la mortalità per droghe leggere è uguale a zero, che non danno assuefazione e che non sono il tanto temuto ponte di passaggio alle droghe pesanti quali l’eroina. L’alcool uccide trentamila persone l’anno, il tabacco ottantamila. Di cannabis non è morto mai nessuno. Anzi, viene usata come terapia per i malati di tumore" (Umberto Veronesi). Vizi sub culturali. "Se fosse provato che gli effetti collaterali della cannabis non sono piu’ gravi di quelli dell’eroina e della morfina, ’sarebbe soltanto un vizio sub-culturale ammettere l’uso terapeutico della morfina e non quello della marijuana eventualmente farmaceuticamente manipolata in modo tale da ridurre al minimo gli eventuali effetti collaterali e le eventuali dannose conseguenze" (Francesco Cossiga). Crisi epilettiche. "In un caso da me documentato l’utilizzazione dell’erba ha fatto scomparire le crisi epilettiche di cui soffriva il paziente. Si tratta di un giovane, Giampiero T. di 27 anni, che ha cominciato ad avere episodi di epilessia dopo un grave incidente stradale. Per tre anni, dal 1994 al 1997, periodo in cui ha fumato cannabis ogni giorno, le crisi sono scomparse. Premetto che Giampiero non aveva mai fumato prima, ma visti i disturbi di cui soffriva con le terapie tradizionali ha deciso di provare. Per tre anni non ha avuto più alcun attacco. Dopo il 1997 si è dovuto spostare dalla Calabria a Perugia e qui non è più riuscito a procurarsi l’erba di cui aveva bisogno. Così le crisi sono ricominciate. E tutt’ora si manifestano ogni volta che non riesce a procurarsi la giusta dose di cannabis. E’ vero che ha sviluppato una forma di dipendenza, ma simile a quella di chi per tenere sotto controllo la sua malattia deve prendere barbiturici, chemioterapici, insulina, o altro. Da un punto di vista psicologico nella cartella clinica è evidenziato che i barbiturici, a differenza della cannabis, limitavano le sue capacità di lavoro e di concentrazione" (Nunzio Santalucia, tossicologo del Sert di Pisa autore del ”Libro bianco sugli usi terapeutici della Cannabis”).