Madre teresa, una vita straordinaria, kathryn Spink, Piemme, 9 febbraio 2004
Baracche. La prima dimora di Madre Teresa a Calcutta fu una baracca sterrata. Al suo interno, una panca usata come libreria, una cassa trasformata in tavolo, una sedia, un piccolo altare verde
Baracche. La prima dimora di Madre Teresa a Calcutta fu una baracca sterrata. Al suo interno, una panca usata come libreria, una cassa trasformata in tavolo, una sedia, un piccolo altare verde. Nel febbraio 1949 Michele Gomez, funzionario dell’amministrazione statale, mise a disposizione di suor Teresa un locale all’ultimo piano di una casa di Creek Lane. Lì giunse la prima consorella, una ragazza di famiglia agiata che volle chiamarsi Agnese al posto di Shubashini. Presto le Missionarie della carità diventarono dodici. Ognuna possedeva: biancheria scadente, un paio di sandali, il crocifisso appeso sulla spalla sinistra, un ombrello per difendersi dai monsoni, un secchio di metallo per lavarsi, un pagliericcio come giaciglio. Cenere. Le suore si pulivano i denti strofinandoli con un po’ di cenere presa dalla stufa della cucina. Riso e bughur. A pranzo mangiavano bughur (chicco del frumento cotto al vapore o arrostito) e tre pezzetti di carne, quando ce n’era. La cena, a base di riso e verdure.