Varie, 1 ottobre 2003
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Harris Robert
• Nottingham (Gran Bretagna) 7 marzo 1957. Scrittore • «Ha buttato due anni per capire che non avrebbe mai finito un romanzo sull’utopia della superpotenza americana vista attraverso Disneyland e ne ha impiegati tre per scrivere Pompei (Mondadori) [...] primo nella classifica dei bestseller in Gran Bretagna. Scontato per un autore che ha firmato Fatherland ed Enigma [...] Nasce giornalista politico e continua a farlo per il “Sunday Times”. È stato un paladino del New Labour e un sostenitore convinto di Tony Blair. Ma dopo la guerra ha preso le distanze. Che sono diventate doppie dopo il suicidio dello scienziato John Kelly, coinvolto nello scandalo dei dossier manipolati contro l’Iraq. È stato allora che Harris ha fatto l’unica cosa possibile per un giornalista che crede all’etica dell’informazione. Ha scritto in un articolo ciò che sapeva: che il suo amico Alastair Campbell, responsabile della comunicazione di Tony Blair, teneva dei diari. Diari che così Campbell è stato costretto a esibire di fronte alla commissione d’inchiesta e stanno mettendo in ginocchio il governo britannico. “Mi odia, adesso” dice con un sorriso beffardo. [...] I suoi modelli sono sempre stati altri. Lord Roy Jenkins di Hillehead, ad esempio. Storico presidente della Commissione europea, amico, confidente. [...] Però non è un voltagabbana, Harris: “Nonostante tutto, per i conservatori non voterò mai”» (Andrea Purgatori, “Corriere della Sera” 28/9/2003).