Vito Tartamella Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 30 settembre 2003
Digitare comandi toccando immagini a tre dimensioni che fluttuano nell’aria. Le tastiere olografiche, rese celebri da film come ”Minority report” o ”Johnny mnemonic”, passano dalla fantascienza alla realtà
Digitare comandi toccando immagini a tre dimensioni che fluttuano nell’aria. Le tastiere olografiche, rese celebri da film come ”Minority report” o ”Johnny mnemonic”, passano dalla fantascienza alla realtà. Le ha realizzate R. Douglas McPheters, presidente e fondatore della HoloTouch, una società di Darien (Connecticut, Usa). L’invenzione dell’olografia risale al 1947 a opera di Dennis Gabor; ma è solo dal 1963, con l’avvento del laser, che è possibile proiettare nello spazio un’immagine a 3D di un oggetto. Ma queste immagini risultano statiche e - soprattutto - non è possibile interagire con esse. La HoloTouch ha quindi abbinato alla proiezione laser dei sensori infrarossi sensibili alla manipolazione: una volta premuta l’immagine di un tasto, un sensore rileva l’azione e dà l’ordine corrispondente al computer a cui è collegato. I campi di applicazione di questa invenzione sono numerosi: l’olografia, ad esempio, rende più maneggevoli i Pda (i computer da tasca), con pulsanti spesso più piccoli dei polpastrelli. Ma soprattutto in campo militare (in operazioni di guerra, quando la sabbia può rendere inservibile una comune tastiera) o medico: un chirurgo, durante un’operazione, può scegliere immagini degli organi del paziente richiamandole su uno schermo virtuale senza dover toccare nulla, mantenendo così la sterilità necessaria. Ora la HoloTouch ha siglato un’intesa con la InfoPerks per installare chioschi di informazione interattivi sui marciapiedi di New York: turisti e passanti potranno avere informazioni sui dintorni o sui ristoranti della zona semplicemente armeggiando sui tasti galleggianti nell’aria.