Federico Ferrazza Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 27 settembre 2003
Nel 2011 la Sicilia potrebbe non essere più un’isola. Se non ci saranno ritardi, infatti, fra otto anni termineranno i lavori del ponte sullo Stretto di Messina che unirà l’isola alla Calabria
Nel 2011 la Sicilia potrebbe non essere più un’isola. Se non ci saranno ritardi, infatti, fra otto anni termineranno i lavori del ponte sullo Stretto di Messina che unirà l’isola alla Calabria. Il ponte sospeso più lungo del mondo (65 metri dalla superficie del mare) sarà sorretto da due torri (con otto ascensori in tutto) alte oltre 380 metri e da due coppie di cavi di acciaio (pesanti in tutto 166.800 tonnellate) che uniranno le due regioni. Ogni cavo (diametro 1,24 metri) sarà formato a sua volta da 44.352 fili del diametro di 5,38 mm. La viabilità del ponte, sotto cui potranno passare imbarcazioni anche di grandi dimensioni, sarà assicurata da due corsie per ogni senso di marcia più una d’emergenza e una esterna per i mezzi di servizio. I due sensi di marcia stradali saranno separati da un doppio binario ferroviario e da un marciapiede per i pedoni. Qualche geologo, però, manifesta dubbi sulla realizzazione dell’intera opera. Motivo? La forte instabilità sismica di Calabria e Sicilia: le due regioni, secondo gli ultimi rilevamenti, sembrano allontanarsi e alzarsi (peraltro non della stessa misura) rispetto al livello del mare. Ma questi problemi, come si legge in una nota della Società Stretto di Messina, sembrano risolti: «I ponti sospesi come quello sullo Stretto sono strutture con una caratteristica insensibilità ai terremoti grazie alla loro sostanziale estraneità alle frequenze delle azioni sismiche. In particolare il ponte sullo Stretto è in grado di resistere senza danni a un sisma corrispondente a magnitudo 7,1 della scala Richter (più severo del terremoto che colpì Messina nel 1908, ndr). La scarsa sensibilità del ponte ai terremoti è, in sostanza, riferibile a due ordini di fenomeni: si verifica un progressivo effetto di ”filtraggio” delle azioni sismiche, e l’impalcato (la struttura di sostegno del piano viabile ndr), il cui assetto è governato esclusivamente dai cavi, per loro natura flessibili, può seguire spostamenti anche rilevanti in ogni direzione senza subire sollecitazioni significative». Importanti test sono stati fatti anche sull’aerodinamica del ponte (progettato per resistere a venti con velocità superiore a 216 km/h) che sarà sottoposto alle forti correnti tipiche della zona. In ogni caso, precisa ancora la società Stretto di Messina, «massima attenzione è stata dedicata anche ai venti medio-bassi (sotto i 70 km/h) che per molti ponti hanno rappresentato una vera insidia». L’opera, comunque, farà parte di un progetto più grande. Sul versante calabrese il ponte sarà collegato alla nuova tratta autostradale Salerno-Reggio Calabria e alla ferrovia Napoli-Reggio Calabria. Sul versante siciliano, invece, il collegamento sarà con l’autostrada Messina-Catania, con quella Messina-Palermo e con la stazione ferroviaria di Messina. «I lavori riguarderanno anche i raccordi del ponte alle vie di comunicazione: circa 20 chilometri per quelli stradali e 19,8 per quelli ferroviari, in buona parte in galleria», precisa Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina. Il ponte inoltre porterà, continua Ciucci, «una consistente diminuzione dei tempi di attraversamento, che per le ferrovie si riducono in media di due ore e per le auto di circa un’ora». A proposito di auto, è stato già fissato il prezzo per l’attraversamento del ponte: 15,25 euro, che scenderanno a 5 per le motociclette.