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 2003  settembre 27 Sabato calendario

Da Torino a Milano in 50 minuti di treno. Acqua in abbondanza dai rubinetti delle case del Mezzogiorno

Da Torino a Milano in 50 minuti di treno. Acqua in abbondanza dai rubinetti delle case del Mezzogiorno. Niente più code chilometriche ai caselli autostradali. Attraversare lo stretto di Messina guidando la propria macchina. E visitare piazza San Marco, a Venezia, senza l’incubo dell’acqua alta. Sarà così l’Italia nel 2020, quando - secondo le previsioni attuali - saranno terminati tutti i lavori delle ”grandi opere”. Ma cosa prevedono questi lavori, spesso citati nei telegiornali ma ancora poco conosciuti nei loro dettagli tecnici? ”Macchina del Tempo” mostra in queste pagine come saranno realizzati questi ammodernamenti che cambieranno il volto del nostro Paese. Un obiettivo difficile, lontano e in alcuni casi ancora da mettere a fuoco in tutti i particolari. E - come tutte le iniziative che incidono in modo rilevante sul territorio - un programma che stimola la fantasia ma anche le discussioni. «Attraverso queste opere», spiega il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, «diventeranno più accessibili le peculiarità culturali dei territori interessati, sarà possibile un loro uso per diversi scopi e, tra l’altro, si agevolerà il consenso sulla loro realizzazione in quanto, finalmente, compartecipi dei valori del territorio. L’iniziativa consentirà di favorire la conoscenza e la conservazione di beni sconosciuti o remoti, inserendo beni archeologici, monumentali e naturali in circuiti molto più vasti degli attuali». Questi progetti, talora criticati per il loro impatto ambientale, saranno in alcuni casi vere sfide tecnologiche. Come il Ponte sullo Stretto di Messina, una scommessa senza precedenti: costruire un ponte sospeso (sarà il più lungo del mondo) in una zona instabile dal punto di vista sismico. Un’altra novità saranno i treni ad alta velocità che nel 2020 uniranno le maggiori città italiane. Le nuove linee ferroviarie consentiranno di ridurre i tempi di percorrenza: oggi, per esempio, da Firenze a Bologna si impiegano 58 minuti, in futuro solo 30. Oltre alle ferrovie si evolveranno anche le autostrade. La modernizzazione di queste due infrastrutture permetterà all’Italia di diventare un nodo strategico per il commercio europeo: il Corridoio 5, una tratta multimodale (autostrada + ferrovia) che unirà Lisbona a Kiev, taglierà trasversalmente tutta l’Italia settentrionale. «L’obiettivo di queste opere è anche di incentivare il traffico di persone sulle ferrovie, visto che i treni a 300 km orari sono competitivi con gli aerei», aggiunge Giuseppe Calcerano, capo della struttura Tecnica del ministero dei Trasporti. «Di conseguenza, si potrà spostare il traffico merci su gomma: è più economico e porta i prodotti direttamente a destinazione». Magari a Venezia, dove l’acqua alta già dal 2010 non dovrebbe essere più un problema. In quell’anno, secondo i tempi del progetto, sarà infatti pronto il Mose, un sistema di 78 dighe mobili per proteggere la laguna dall’alta marea e che per la sua originalità ha incuriosito molti esperti stranieri. Infine gli acquedotti, che dovranno soddisfare il fabbisogno idrico del Mezzogiorno. Che, a parte la Puglia, ha acqua in abbondanza per le proprie necessità: basterà quindi organizzarla e distribuirla in modo razionale.