(Stefano Chiarini, ཿil manifesto 23/9/2003 pagina 7), 23 settembre 2003
"Il precedente regime del Baath aveva bandito il controllo straniero sulle società irachene, la vendita a società o cittadini esteri di beni immobili e un regime fiscale sui profitti delle imprese con una aliquota del 45 per cento
"Il precedente regime del Baath aveva bandito il controllo straniero sulle società irachene, la vendita a società o cittadini esteri di beni immobili e un regime fiscale sui profitti delle imprese con una aliquota del 45 per cento. Le nuove leggi rovesciano del tutto tale impostazione: d’’ora in poi le società straniere potranno acquisire il 100 per cento del controllo delle società in ogni settore, creare joint venture con partner locali e aprire loro filiali in Iraq. Tali misure riguardano anche il sistema bancario nel quale sei banche internazionali, scelte dagli Usa, potranno acquisire il controllo totale degli istituti di credito iracheni per un periodo di cinque anni. Le prime due di queste sei banche avranno una corsia preferenziale mentre le altre banche straniere avranno via libera ma solamente allo scadere dei cinque anni. Le misure decise da Bremer senza alcun dibattito neppure all’interno del Consiglio provvisorio, permetteranno inoltre alle società straniere di esportare il 100 per cento dei profitti in valuta estera mentre l’aliquota massima fiscale per privati e società non potrà superare il 15 per cento. Le autorità di occupazione hanno inoltre deciso di varare subito nuove imposte su benzina, alberghi, risoranti, vendita di auto e successivamente, e dal primo gennaio del 2004, una imposta generale sul reddito che graverà su tutti i cittadini iracheni, equiparati alle società multinazionali, che avrà una aliquota massima del 15 per cento".