Arianna Dagnino Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 24 settembre 2003
Il libro della Fisa, la federazione delle società di agopuntura (’Agopuntura, evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e diffusione in Italia”), descrive un numero sorprendente di patologie che possono essere trattate - in associazione alla medicina convenzionale - utilizzando gli aghi
Il libro della Fisa, la federazione delle società di agopuntura (’Agopuntura, evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e diffusione in Italia”), descrive un numero sorprendente di patologie che possono essere trattate - in associazione alla medicina convenzionale - utilizzando gli aghi. I meccanismi di azione descritti nel volume e corredati da un supporto bibliografico variano da disturbo a disturbo e talvolta comprendono il ricorso all’elettrostimolazione. L’elenco spazia dalle patologie broncopolmonari a quelle cardiovascolari, passando per disturbi ginecologici, psicologici e neurologici. Ma (oltre a una serie di cenni sull’importanza del ruolo medico e la responsabilità professionale) vengono descritti anche i risultati ottenuti nel trattamento di patologie come l’Aids. In questo caso, ovviamente, il trattamento si limita a porre come obiettivo il miglioramento della qualità della vita del malato. In altre parole un modo per ridurre il dolore, visto e considerato che in casi di una certa gravità l’agopuntura viene proposta come terapia complementare e non alternativa alle cure convenzionali. Come ha potuto sperimentare in prima persona Carlo Di Stanislao, medico agopuntore che ha promosso l’apertura del primo ambulatorio di agopuntura convenzionato d’Italia, quello dell’Asl numero 4 dell’Aquila. «Sono arrivato all’agopuntura nei primi anni ’80 per curiosità», racconta Di Stanislao. «Ero affascinato dalle teorie di base del pensiero filosofico cinese. Poi mi sono accorto che mi completava sotto il profilo culturale e funzionava». Dopo gli studi di agopuntura a Parigi, ha seguito master in Cina, sia a Xian che a Nanchino. «I cinesi», aggiunge, «trattano con l’agopuntura qualsiasi tipo di patologia, anche in condizioni cliniche che noi definiamo disperate».