Arianna Dagnino Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 24 settembre 2003
La definizione di ”medicina non ufficiale” può suscitare qualche dubbio. Per evitare di cadere nelle mani di un professionista ”improvvisato”, è necessario essere sicuri della formazione del proprio medico
La definizione di ”medicina non ufficiale” può suscitare qualche dubbio. Per evitare di cadere nelle mani di un professionista ”improvvisato”, è necessario essere sicuri della formazione del proprio medico. Come si riconosce un buon agopuntore? «Dalle stesse cose per cui si riconosce un buon medico», risponde Carlo Di Stanislao, direttore dell’Associazione Medica per lo Studio dell’Agopuntura (A.M.S.A) «e cioè dal curriculum (quanti anni ha studiato e dove ha studiato), da quanta esperienza ha maturato e da cosa ha prodotto a livello scientifico». L’Ordine dei Medici ha stabilito che ogni provincia debba avere l’elenco pubblico dei medici agopuntori. Oltre a questo, è stato istituito a Roma il primo Osservatorio italiano per le Medicine non Convenzionali, che si pone il controllo dei servizi della medicina non ufficiale. L’Osservatorio metterà a disposizione un servizio on line di consulenza. (email: amsaaq@tin.it). «Prima di ogni trattamento deve essere fatta una diagnosi di tipo occidentale e poi determinare se quel disturbo è curabile con l’agopuntura» spiega Giovanardi «ci sono infatti campi di applicazione in cui non è consigliabile». In media sono sufficienti 10 sedute (una alla settimana) per curare la maggior parte dei disturbi «Ma se verso la settima seduta non si è riscontrato alcun miglioramento, si può interrompere». Persino i bambini, anche quelli in tenera età, possono essere sottoposti all’agopuntura: «Già dai due anni, nei quali si applica ”l’agopuntura volante”, senza lasciare gli aghi inseriti».