Arianna Dagnino Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 24 settembre 2003
Per molti animali vita, morte e sesso dipendono dall’emissione e ricezione di ferormoni. Soprattutto se si considerano i comportamenti di api, formiche, e termiti
Per molti animali vita, morte e sesso dipendono dall’emissione e ricezione di ferormoni. Soprattutto se si considerano i comportamenti di api, formiche, e termiti. «I ferormoni sono di due tipi: un tipo, il ferormone d’innesco, produce variazioni fisiologiche», dice il professor Guido Palladini, direttore del dipartimento di Scienze neurologiche all’Università di Roma. E cita ad esempio le termiti, fra le quali ciascuna ninfa può divenire un’operaia, un soldato o un membro reale (re/regina) a seconda degli scambi di ferormoni tra i membri della società. «La regina produce un ferormone che interviene sulla ghiandola endocrina che controlla il differenziamento sessuale, inibendo lo sviluppo degli organi riproduttivi delle operaie, il re un ferormone che agisce analogamente sui maschi», spiega Palladini. In poche parole, alle termiti basta uno scambio di segnali chimici per ritrovarsi ”castrati” nelle loro funzioni sessuali e generatrici. Ma i ferormoni più interessanti sono quelli di tipo ”liberatorio”. I più noti sono quelli emessi dalle femmine per attirare i maschi, assicurando così la riproduzione della specie. Le vespe li emettono in caso di attacco al loro nido, le formiche li utilizzano per marcare il percorso dal formicaio alla fonte di nutrimento e li rilasciano nell’ambiente anche come sostanze d’allarme. «Nella specie Pogonomirmex badius», aggiunge Palladini, «il ferormone d’allarme è prodotto dalla ghiandola mandibolare e liberato se l’animale è ferito o disturbato. Tale ferormone richiama le formiche: se l’allarme cessa, le formiche giunte in soccorso non l’emettono e l’effetto svanisce. In caso contrario, sempre nuovi individui vengono richiamati, mettendo in agitazione tutto il formicaio». In circostanze fatali, le formiche morte emettono un particolare ferormone - l’acido oleico - che induce le compagne a non prestare più cure all’individuo e a portarlo sul cumulo dei rifiuti (cosa che fanno anche se l’individuo è ben vivo ma è stato cosparso sperimentalmente di acido oleico). Meccanismi di questo tipo vengono studiati per trovare alternative all’invadenza di formiche e zanzare.