di Simona Lambertini a cura di Isabella Vergara Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 24 settembre 2003
Il tasso, come l’orso, alle latitudini dove l’inverno è rigido non cade in un vero letargo ma rallenta solo di poco i suoi ritmi metabolici
Il tasso, come l’orso, alle latitudini dove l’inverno è rigido non cade in un vero letargo ma rallenta solo di poco i suoi ritmi metabolici. Battito cardiaco, temperatura e respiro, infatti, non scendono ai livelli di un vero ibernante. Così ogni tanto il tasso si risveglia dal suo torpore ed esce all’aperto per mangiare o bere. In autunno fa una scorta di cibo e poi, quando è ben grasso, si ritira nella tana e si addormenta. La tana viene scavata in profondità nei boschi ai piedi degli alberi o vicino ai cespugli: è costituita da una complessa rete di gallerie e diverse camere, in una delle quali, imbottita di foglie ed erba secca, l’animale passerà la maggior parte del tempo. Non è difficile individuare le entrate della tana: sono a scivolo, numerose e presentano nei pressi dell’imbocco depositi di terra nei quali si possono rinvenire tracce di pelo. Il rifugio del tasso è talmente complesso che può essere condiviso con altri animali, come volpi e istrici.