Marco Tosatti, "La Stampa" 24/9/2003, pagina 15., 24 settembre 2003
Secondo Herbert Benson, professore alla Harvard Medical School (Usa), la preghiera fa bene al corpo: «Mentre si recita il rosario, si ignorano tutti gli altri pensieri e ci si concentra sulla ripetizione», attività che rallenta il ritmo cardiaco, limita il consumo di ossigeno e aumenta le onde theta cerebrali che precedono il sonno
Secondo Herbert Benson, professore alla Harvard Medical School (Usa), la preghiera fa bene al corpo: «Mentre si recita il rosario, si ignorano tutti gli altri pensieri e ci si concentra sulla ripetizione», attività che rallenta il ritmo cardiaco, limita il consumo di ossigeno e aumenta le onde theta cerebrali che precedono il sonno. Tecnicamente: il cervello filtra più lentamente gli stimoli esterni e libera il «nitrossido», una molecola che neutralizza l’adrenalina, l’ormone dello stess. Di conseguenza ripetere una frase o un suono, fare un gesto lento per ore fa aumentare le difese immunitarie. Nella lettera apostolica «Rosarium Virginis Mariae», Giovanni Paolo II ha scritto che il rosario prosegue la tradizione della «preghiera del cuore» o «esicasmo»: una forma di meditazione collegata al respiro articolata sulla frase «Mio Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me». Anche i musulmani hanno un rosario, di 33 grani, che serve a contare i novantanove nomi di Allah. Mentre Buddisti e induisti ne hannodi diversa grandezza per recitare mantra.