Fabio Sclosa Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 24 settembre 2003
A trent’anni dalla scoperta, e dopo un lungo restauro, sono finalmente esposti al pubblico, da settembre nel loro sito originario, i bellissimi mosaici del Tellaro
A trent’anni dalla scoperta, e dopo un lungo restauro, sono finalmente esposti al pubblico, da settembre nel loro sito originario, i bellissimi mosaici del Tellaro. I mosaici adornavano i pavimenti di una villa romana costruita nel IV secolo d.C. sulle sponde del fiume Tellaro, a circa tre chilometri dall’antica città di Eloro, l’attuale Noto, a sud-ovest di Siracusa. Tra le immagini rappresentate c’è un episodio tratto dall’Iliade di Omero: il riscatto del cadavere di Ettore, posto sul piatto di una grossa bilancia in contrappeso all’oro offerto da Priamo. Ma vi sono anche scene di danza tra un satiro e una baccante, un banchetto, e descrizioni di battute di caccia (nella foto). La villa, ampia 6.000 metri quadrati e posta al centro di un latifondo nel quale si svolgeva un’intensa attività agricola e commerciale, fu distrutta alla fine del IV secolo da un incendio forse dovuto all’arrivo dei barbari e sui suoi resti fu costruita nel 1700 una fattoria. Nel 1971 la Guardia di finanza fermò degli abusivi che scavavano sotto il rudere della fattoria e qualche anno dopo iniziarono i lavori che portarono alla luce i mosaici.