Antonio Armano Macchina del Tempo, ottobre 2003 (n.10), 24 settembre 2003
La comunità ebraica di Roma è una delle più antiche d’Europa, concentrata nell’antico ghetto, dove si trovano la sinagoga, le scuole, i ristoranti kasher
La comunità ebraica di Roma è una delle più antiche d’Europa, concentrata nell’antico ghetto, dove si trovano la sinagoga, le scuole, i ristoranti kasher. C’è un’evoluzione anche nella religiosità ebraica? «Sì, anche nel mondo ebraico» spiega il rabbino di Roma Crescenzio di Castro «c’è stata una grande evoluzione nella vita religiosa. Sia a livello mondiale che nella comunità ebraica italiana. La persecuzione nazista e lo sterminio, nonché la nascita dello Stato d’Israele nel ’48, hanno costituito uno spartiacque storico, molto discusso e studiato». Ma dagli anni ’90 a oggi nota dei cambiamenti? «Certo. Ma è impossibile stabilire un momento preciso di questo processo evolutivo più recente. Si tratta di una crescita progressiva». Attraverso quali aspetti tutto ciò si è manifestato? «Il punto di partenza è stata la ripresa della frequenza dei nostri ragazzi alle scuole ebraiche, dove si studia la Torah, il Talmud, i testi sacri. Ed è proprio da questi ragazzi che frequentano gli istituti ebraici che è iniziato il processo di avvicinamento all’osservanza delle regole della vita ebraica. Un fenomeno che riguarda sia la sfera privata, con le festività ebraiche che tornano a scandire la vita della famiglia, i matrimoni celebrati in sinagoga invece che in municipio, e così via, sia in quello pubblico». Che cosa intende per aspetto pubblico della vita della comunità ebraica? «Voglio dire che sono aumentate notevolmente l’affluenza alle preghiere pubbliche, a tutte le altre cerimonie, le richieste e la partecipazione ai corsi. Insomma la vita religiosa comunitaria».