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 2003  settembre 24 Mercoledì calendario

Nel mondo islamico c’è da parecchi anni un forte ritorno alla religiosità. Come si colloca l’Islam nella nuova geografia del Continente? C’è una tendenza ad una spiritualità fai-da-te anche nel mondo islamico? «La nostra religiosità», afferma Shaari Abdel Hamid, a capo dell’Istituto islamico di Milano, di cui fa parte la moschea di viale Jenner, «si svolge all’interno delle moschee, dove ogni buon musulmano si reca almeno una volta alla settimana per la preghiera collettiva del venerdì

Nel mondo islamico c’è da parecchi anni un forte ritorno alla religiosità. Come si colloca l’Islam nella nuova geografia del Continente? C’è una tendenza ad una spiritualità fai-da-te anche nel mondo islamico? «La nostra religiosità», afferma Shaari Abdel Hamid, a capo dell’Istituto islamico di Milano, di cui fa parte la moschea di viale Jenner, «si svolge all’interno delle moschee, dove ogni buon musulmano si reca almeno una volta alla settimana per la preghiera collettiva del venerdì. Poi ci sono le 5 preghiere quotidiane, il pellegrinaggio alla Mecca, l’astinenza dal cibo e dal sesso nel mese di Ramadan, dall’alba al tramonto, i divieti sempre validi di mangiare carne di maiale e bere alcol. Per questo non può esistere, come invece sembra accadere per voi, il concetto di religione o credenza fai-da-te, di culto alternativo dove uno prende quello che vuole e lascia stare il resto. Anche se non tutti danno la stessa importanza ai precetti». Quando è iniziato il ritorno alla religiosità nell’Islam? «Non dagli anni ’90 ma un decennio prima, quando le ideologie hanno iniziato a mostrare la corda. Quando è venuta meno l’influenza sovietica soprattutto nel Medio Oriente e c’è stata la rivoluzione dell’Imam Khomeini, guida religiosa sciita». Il ritorno del sacro, insomma, si nota senza dover ricorrere ai sondaggi. «Noi il fenomeno lo tocchiamo con mano ogni giorno, sia in Italia che nei Paesi arabi e islamici in generale. Le persone seguono maggiormente le leggi del Corano ma soprattutto partecipano di più alle riunioni collettive nelle moschee, intese anche come luogo dove si costruisce il senso di un’identità collettiva, tanto più per chi vive in un Paese straniero».