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 2003  settembre 24 Mercoledì calendario

Nessuna Costituzione al mondo, stiamo parlando ovviamente di Paesi democratici e liberali, contiene al suo interno riferimenti preferenziali a questo o a quel culto religioso

Nessuna Costituzione al mondo, stiamo parlando ovviamente di Paesi democratici e liberali, contiene al suo interno riferimenti preferenziali a questo o a quel culto religioso. Per il semplice motivo che la sfera dell’organizzazione di uno Stato o, come nel caso dell’Europa, di un gruppo di Stati, non ha nulla a che fare con il mondo intimo e individuale di ciascun essere umano, dove possono fiorire, o no, fedi, credenze o visioni mistiche dell’esistenza. In alcuni casi esiste il riferimento a Dio, è vero, ma a un Dio senza nome e senza chiese, un Dio che rappresenta il comune sentire, i valori condivisi del popolo o dei popoli che vengono governati dalla Carta fondamentale dei diritti e dei doveri del cittadino, quella che garantisce il funzionamento della comunità. Comunità che sarà tanto più ricca e vitale, quanto più sarà stata e sarà in grado di ospitare e far convivere le genti più diverse per cultura, lingua, abitudini e, anche, religione. Tale è l’Europa e tale sarà, se rinuncerà a privilegiare nella sua Carta fondamentale una religione sulle altre. Sarebbe come privilegiare una lingua rispetto all’altra, o un ceppo etnico rispetto a un altro. E invece l’Europa è un grande Continente perché, per restare solo sul versante religioso, ha consentito la sedimentazione e alla fine la coesistenza fra cristianesimo, ebraismo e islamismo. Non tenere in considerazione questo aspetto vuol dire condannarsi a non capire, per esempio, la storia della Spagna, dei Balcani, e soprattutto del nostro Meridione. Ma soprattutto a cancellare quella matrice unica europea che non è religiosa ma culturale, e affonda le sue radici nelle meraviglie del passato greco-romano, realtà raffinatissime e avanzatissime cui dobbiamo, a 25 secoli di distanza, le idee, il sapere, l’estetica, le basi scientifiche e tecnologiche di quella che è a tutt’oggi la nostra civiltà. A. C. P.