Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  settembre 24 Mercoledì calendario

NOEL Magali.

NOEL Magali. Nata a Izmir (Turchia) il 27 giugno 1932. Attrice. "’Gradisca fu un regalo per sempre che mi fece Fellini. Per me quel personaggio non ha mai avuto i connotati di una reale e fisica femminilità, ma è sempre stato un’immagine, una fantasia, forse lo schizzo di un disegno, che nasceva dal desiderio dei ragazzi pronti a fischiare se, come ricordava Fellini, la vedevano passare di fronte al Caffè Commercio” [...] L’attrice che ha immortalato il personaggio di Amarcord [...] Ha lavorato anche ne La dolce vita e nel Satyricon, ma Gradisca, più della Saraghina, più di qualsiasi altra creatura carica di femminilità, è assurta a simbolo. Perché? ”Rappresenta la donna piena di offerte, un pianeta sconosciuto, sfuggente e allo stesso tempo intimo. Fellini diceva sempre che le donne erano per lui ’l’altra faccia della luna’, ma la Gradisca era anche il sole, la madre, il peccato, la musa in qualche modo. Anche grazie a quella figurina dalle forme rigogliose, io trasformai l’Italia in una seconda patria e per giorni e anni tutti, a Roma, quando vi abitavo, mi chiamavano con quel nome, che ricorderò sempre con piacere”. Tonino Guerra, che sceneggiò con Fellini Amarcord, ricorda che la scelta di Magali fu immmediata: ”Era perfetta e anch’io che sono di Santarcangelo, poco distante da Rimini, rividi nella sua morbidezza la Gradisca immaginata da Fellini. Quel nome - che Federico trasse anche da una cittadina del Friuli - oggi appartiene al mondo. Significava e significa femminilità, grazia, gentilezza. stato uno dei tanti regali che Federico ci ha fatto, con il suo desiderio di trasmetterci anche il possesso di una eleganza popolana”" (Giovanna Grassi, ”Corriere della Sera” 12/4/2001).