Ugo Volli, "la Repubblica" 21/9/2003, pagina 36., 21 settembre 2003
Gli inizi di Platinette: «Io sono di una famiglia contadina, e questa è una cosa essenziale, la campagna è ancora importantissima per me, in fondo mi sento una conservatrice, una vecchia contadina
Gli inizi di Platinette: «Io sono di una famiglia contadina, e questa è una cosa essenziale, la campagna è ancora importantissima per me, in fondo mi sento una conservatrice, una vecchia contadina. Però a un certo punto i miei genitori pensarono di migliorare la loro condizione inurbandosi, mia madre divenne caporeparto in fabbrica, mio padre muratore. Da ragazzo capii che dovevo uscire da quella condizione, d’estate lavoravo per avere i soldi. Poi a Bologna aprirono il Dams, mi feci un anno integrativo facendo il gelataio di giorno per andarci. A Bologna era il ’77, in università c’erano Squarzina, Eco e tanti altri, per strada le manifestazioni, io stavo in un gruppo di travestiti e andavamo a manifestare, un po’ perché eravamo politicizzati, un po’ perché si beccava bene. Dopo due anni mi accorsi che non volevo studiare comunicazione, ma farla. Tornai a Parma, era l’epoca delle prime radio libere, mi misi a lavorare in una radio».