Rossella Verga, Corriere della Sera 23/09/2003, 23 settembre 2003
Per ogni due coppie che hanno deciso di sposarsi nei primi sette mesi del 2003, ce n’è stata una che ha scelto invece di farsi annullare il matrimonio
Per ogni due coppie che hanno deciso di sposarsi nei primi sette mesi del 2003, ce n’è stata una che ha scelto invece di farsi annullare il matrimonio. Sono state infatti 2211 le nozze celebrate dal primo gennaio al 31 luglio, mentre i divorzi hanno raggiunto quota 966. E’ una delle curiosità che spiccano nella fotografia della Milano in numeri scattata dall’assessore all’Anagrafe Giancarlo Martella. Dai grafici e dalle tabelle del Comune emerge anche che i residenti quest’anno sono diminuiti (da 1.298.799 del 2002 a 1.284.237 al 18 settembre 2003), mentre sono aumentate le nascite perché "sono sempre di più i genitori che scelgono di far venire al mondo i loro figli negli ospedali milanesi". Spulciando inoltre tra le fasce di età della popolazione milanese, si scopre ad esempio che gli uomini sono in maggioranza fino alla soglia dei 40 anni. Dopodiché il rapporto si inverte: nella forbice 40-50 cominciano a essere di più le donne e via via il distacco aumenta. Dagli 80 ai 90 anni si contano 42.639 femmine contro 19.739 maschi, dai 90 ai 100 sono 10.395 contro 2836 e dei 237 ultracentenari milanesi, 207 sono donne, notoriamente più longeve. I dati dell’assessore Martella confermano poi quelli diffusi dal ministro della Salute Girolamo Sirchia sui morti d’agosto, mese nel quale si sono registrati 1376 decessi, un vero e proprio picco. Nell’agosto del 2002 erano stati 885 e 1074 nel 2001. In luglio i decessi sono stati invece 1006 nel 2003, 923 nel 2002 e 1084 nel 2001. "I dati però - mette in guardia l’assessore - vengono spesso usati quando si desidera avvalorare un’ipotesi precostituita". Nel caso specifico delle vittime dell’estate, per Martella "devono essere i medici, verificando quello che dicono le cartelle cliniche, a dire se queste persone sono morte per il caldo o no". Ma torniamo ai residenti. I numeri dicono che c’è stato un calo rispetto agli anni precedenti e si potrebbe ipotizzare una fuga dalla città alla ricerca di affitti meno cari e magari di una migliore qualità della vita. Ma Martella puntualizza: "Ogni dieci anni si fa il censimento e con l’ultimo, nel 2001, abbiamo sistemato l’anagrafe. Molti moduli non sono tornati indietro e, dopo i dovuti controlli, sono stati cancellati quanti non risultavano più residenti in città". Ecco perché l’anagrafe dimostra che i residenti italiani dal 2002 a oggi sono cresciuti (da 1.164.080 a 1.171.420), mentre sono calati i residenti stranieri (da 134.719 a 112.817), determinando una complessiva flessione dei cittadini di Milano (1.284.237), che nel dicembre 2001 erano 1.304.942. "E’ immaginabile che a non restituire il modulo del censimento siano stati soprattutto gli stranieri", incalza Martella. Il dato dei Servizi civici, però, sembra nel caso della "perdita" di stranieri poco rispondente alla fotografia reale della città, dove proprio in questi giorni si stanno presentando agli sportelli dell’anagrafe per il certificato di residenza tutti gli immigrati che si sono appena regolarizzati. A diminuire costantemente è tuttavia anche il numero degli elettori: 1.082.371 nel 2002 contro 1.182.474 del 1994. Infine le nascite. Per quanto riguarda i residenti, nel 2002 si sono contati 12.027 bambini nati, 11.833 nel 2001, 11.366 nel 2000. Un dato in crescita costante dal 1994, quando le nascite erano state 9.569. Contando tutti i bimbi nati nel 2002 e denunciati a Milano anche se non residenti si arriva però a 19.192. "Il numero delle nascite - fa notare Martella -è notevolmente superiore a ciò che risulta nei registri di stato civile. Questo significa che Milano è attrattiva sotto il profilo dell’assistenza negli ospedali". Dopo la crisi del 2001 (4892), torna a salire il numero dei matrimoni: 5026 nel 2002. Resta più o meno stabile, invece, il dato dei divorzi (1694 nel 2002), dopo l’impennata del ’98 con 2424 nozze annullate.