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 2003  settembre 23 Martedì calendario

Quando in Italia si parla di violenza allo stadio, il pensiero corre all’Inghilterra. Il termine hooligans, sinonimo di tifo violento, viene da lì

Quando in Italia si parla di violenza allo stadio, il pensiero corre all’Inghilterra. Il termine hooligans, sinonimo di tifo violento, viene da lì. Da qualche tempo, però, all’Inghilterra si guarda come a un modello per la lotta al fenomeno hooligans. Un modello ritenuto vincente. E a ragione, se si pensa a quello che succedeva negli stadi inglesi fino a metà anni ’80. Oggi in Inghilterra la violenza legata al calcio non è sconfitta, ma i successi ottenuti sono evidenti. Ci si picchia ancora (sabato scorso incidenti per Sheffield United-Cardiff, seconda divisione), si muore di calcio (l’ultima volta a dicembre 2002, un ragazzo di 17 anni ucciso da uno di 19, condannato a 7 anni di carcere), ma quasi sempre gli incidenti avvengono lontano dagli stadi, spesso tra gruppi che si cercano e hanno speso mesi a organizzare gli scontri. La battaglia contro gli hooligans è durata anni. La tragedia dell’Heysel (Juventus-Liverpool, 29 maggio 1985) ha portato il governo di Margaret Thatcher a stendere la prima legge sul calcio: il "Public Order Act" nel 1986. Da allora sono stati approvati altri 7 pacchetti legislativi anti-hooligans. L’ultimo, nell’agosto 2000, in seguito alle violenze degli inglesi ai campionati europei in Belgio e Olanda, è stato il discusso "Football (Disorder) Act". Discusso perché liberticida, ma votato velocemente dai laburisti, prevede che la polizia possa togliere il passaporto a un sospetto hooligan prima di una gara internazionale. Nell’86 si è cominciato tappezzando di telecamere stadi e dintorni. Ore e ore di registrazioni. In caso d’incidenti, riconoscimento dei violenti, pubblicazione delle foto sui giornali e, dopo l’eventuale arresto, severe pene detentive. I giornali collaborano, non pubblicizzando gli episodi violenti salvo casi eccezionali. Il premio per gli inglesi è economico e sociale: da anni l’Inghilterra guida la classifica delle presenze allo stadio per la massima serie (l’Italia è al quarto posto, dietro Germania e Spagna). Gli impianti britannici nel 2002-2003 erano pieni al 94% e ieri uno studio dell’università di Coventry ha rivelato come il 20% degli spettatori siano donne. Tutto ciò in stadi senza barriere, con il terreno di gioco protetto solo dalla sua "sacralità" e i tifosi ospiti vicino a quelli di casa. Insomma, il calcio è tornato uno spettacolo per famiglie. E infatti si gioca il 26 dicembre, il 1° gennaio e a Pasqua. Il governo però non abbassa la guardia. Per il ministero degli Interni il fenomeno hooligans sta tornando: dal 2002 al 2003 gli arresti sono saliti da 4.035 a 4.793. E la nazionale, soprattutto in trasferta, è un problema: 1.000 agenti per 48.000 spettatori e 100 arresti per Inghilterra-Turchia. Così, in vista di Euro 2004, il governo ha stanziato 7 milioni di euro per spiare oltre 400 sospetti ed evitare che lascino il Paese. Filippo Maria Ricci