Varie, 23 settembre 2003
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Jackson Curtis
• New York (Stati Uniti) 6 luglio 1976. Rapper. Col nome d’arte di 50 Cent • «E se su di lui avesse ragione ”The Source”, rivista-bibbia della cultura hip hop americana? Il nuovo fenomeno del rap - scoperto e lanciato dalla premiata ditta Eminem e Dr. Dre - non sarebbe nient’altro che un furbetto che ha gonfiato e sporcato ad arte la propria biografia per creare un personaggio. [...] Ecco la storia (vera o presunta) di Curtis Jackson, classe ’76, in arte 50 Cent: a 12 anni si mette a spacciare crack sulle strade del Queens di New York seguendo l’esempio della madre scomparsa, poi comincia a fare dentro e fuori dalla prigione e, quando a sua volta ha un figlio, decide che il rap può dargli una mano a uscire dal ghetto. I suoi cd prodotti artigianalmente iniziano a fare presa, quando - è l’aprile del 2000 - qualcuno gli piazza nove pallottole in corpo.”Quella è stata la svolta - spiega con una parlata strascicata, diretta conseguenza di uno dei proiettili che gli ha trapassato la bocca -. Sembra paradossale, ma se non mi avessero sparato sarei ancora alla Columbia Records e non avrei mai avuto successo. Lì non mi capivano e dopo quel fatto hanno avuto paura: così mi hanno cacciato, perché un gangsta (slang per gangster, ndr ) non è un buon investimento”. Perché quel nome d’arte? ”Era il nome di un gangsta rapper di Brooklyn assassinato, qualcosa che tutti potessero ricordare”» (Andrea Laffranchi, ”Corriere della Sera” 23/9/2003). «[...] protetto di Eminem, ha avuto ben quattro incontri con i piedipiatti di Manhattan. Il 24 marzo del 2000, alle 2,30 del mattino, come vittima: ”Mentre registrava nello studio Hit Factory, un primo aggressore lo ha colpito alla testa con un pugno, e un secondo lo ha accoltellato alla schiena e al braccio. Le ferite hanno richiesto cinque punti di sutura”. Il 24 maggio del 2000, ancora come vittima: ”Due sconosciuti a bordo di un veicolo blu o nero hanno bloccato la sua auto mentre cercava di fare un’inversione ad U. Un passeggero è sceso, è andato davanti alla sua macchina, ha estratto una piccola pistola nera e ha sparato tre colpi, ferendolo sul lato destro del corpo”. Nel terzo rapporto, del 4 ottobre 2002, 50 Cents è prima vittima e poi colpevole di un reato: ”Dopo una lite, l’aggressore lo ha colpito sulla testa con un’arma, causando severe lacerazioni. La vittima è stata portata al Jamaica Hospital. Dopo l’inchiesta, però, anche la vittima è stata arrestata, in seguito ad una controdenuncia”. Dopo quell’esperienza il rapper aveva deciso di difendersi, e infatti il 31 dicembre 2002 era arrivato l’arresto per il possesso illegale di un’arma» (Paolo Mastrolilli, ”La Stampa” 3/9/2005).